Problemi della transizione 1984
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
suppone già l ’ esistenza di una classe rivoluzionaria» ed è per questa ragione che il comuniSmo «non è per noi uno stato di cose che deve essere realizzato, un ideale al quale la realtà dovrà adeguarsi. Chiamiamo il comuniSmo il mo vimento reale che abolisce l ’ attuale stato di cose». In modo analogo, nella polemica contro Heinzen (1847), Marx afferma che i comunisti non «chiedono semplicemente ciò che il borghese vuole, ma invece ciò che essi devono fare». L ’ azione di classe, in breve, coinvolge articolazioni unilaterali di una par ticolare posizione di classe in relazione alla sua collocazione e livello nello sviluppo delle forze produttive, e la prima Rivoluzione Francese fu retrospet tivamente interpretata in questa luce. Come si legge nel Manifesto'. «Abbiamo però veduto che i mezzi di pro duzione e di scambio sulla cui base si eresse la borghesia, furono generati in seno alla società feudale. A un certo grado dello sviluppo di questi mezzi di produzione e di scambio, le condizioni nelle quali la società feudale produ ceva e scambiava, vale a dire l ’ organizzazione feudale dell ’ agricoltura e della manifattura, in una parola i rapporti feudali di proprietà, non corrisposero più alle forze produttive già sviluppate. Quelle condizioni, invece di favorire la produzione, la inceppavano. Esse si trasformavano in altrettante catene. Dovevano essere spezzate, e furono spezzate. Subentrò ad esse la libera con correnza con la costituzione politica e sociale ad essa adatta, col dominio eco nomico e politico della classe borghese» 1 ? Era successo che la storia era diventata una sequenza di epoche segnate dal dominio di semplici classi e la possibilità e la necessità del loro dominio è de terminata dallo sviluppo delle forze produttive. Questa è in effetti una im magine molto hegeliana della storia, benché ora sia capovolta in modo che le manifestazioni particolari dello spirito sono attribuite a fasi particolari dello sviluppo delle forze produttive. La difficoltà di questa impostazione consiste nell ’ identificare i rapporti di produzione dominanti in un certo periodo con la concezione attiva ed uni versale della classe subalterna. Questo spiega le particolari ambiguità del concetto di classe (che abbiamo notato in precedenza), ovvero l ’ ambivalenza tra una definizione strutturale ed una definizione che gravita attorno al pos sesso o alla mancanza della coscienza di classe. Inoltre, cosa particolarmente rilevante in questo contesto, essa porta ad una forte e, nel modo in cui è po sta, impraticabile equazione tra i rapporti di produzione dominanti e una particolare forma di Stato. Per dirla in modo semplice tale equazione afferma che nei paesi ancora governati dall ’ Ancien Regime, in cui le forze produttive avevano raggiunto un certo livello di sviluppo, la borghesia avrebbe dovuto seguire la carriera dei propri precursori francesi del 1789 o dei propri antenati inglesi del 1640. In questa prospettiva è interessante seguire i mutamenti della strategia po litica di Marx e di Engels rispetto agli anni dell ’ A&o/ogàz tedesca. Benché Marx avesse iniziato la sua vita politica nella «Rheinische Zeitung» (nel 1942) riponendo le più grandi speranze per l ’ emancipazione della Germania nella
10 K. M arx , F. E ngels , Manifesto del partito comunista in MARX-ENGELS, Opere complete. Roma, Editori Riuniti, 1976, voi. VI, p. 491.
34
Made with FlippingBook - Online catalogs