Problemi della transizione 1984
La teoria dello Stato moderno
borghesia liberale renana, la debolezza politica della reazione di questa bor ghesia alla soppressione della rivista lo aveva portato a rinunciare, nel 1843/44 ad ogni speranza che l ’ emancipazione potesse venire dalla borghe sia e a confidare invece in un ’ alleanza fra il filosofo ed il proletariato. Tuttavia, con l ’ elaborazione della concezione materialistica della storia, il ruolo del filosofo veniva virtualmente negato e la rivoluzione diventava di pendente dal livello di sviluppo delle forze produttive nei diversi paesi. Di conseguenza in Inghilterra, che era il paese più sviluppato, ci si doveva aspettare una rivoluzione proletaria. In Francia, dove esisteva ancora un ’ este sa classe media composta da contadini e piccoli borghesi, ci si doveva aspet tare una rivoluzione social-democratica di tipo plebeo e repubblicano. In Germania, dove il governo aveva ancora una forma feudal-burocratica, era da prevedere una rivoluzione borghese sul modello del 1789. Questo scenario complessivo veniva tuttavia collocato nel contesto di una crisi rivoluzionaria mondiale, in modo che la rivoluzione borghese in Ger mania sarebbe stata rapidamente seguita da una rivoluzione proletaria con seguente all'accelerazione dello sviluppo delle forze produttive sotto il go verno delle leggi borghesi. Il problema a proposito della ostensibilità di que sti concatenamenti perfettamente coerenti sul piano logico, è che le previsio ni basate su di essi furono sistematicamente contraddette dal corso effettivo delle rivoluzioni del 1848. Il Cartismo e la rivoluzione proletaria fallirono in Inghilterra il 10 aprile 1848. La borghesia tedesca mostrò di essere, fin dall ’ inizio, timorosa di qual siasi scatenamento delle forze rivoluzionarie popolari e, di fronte al disordi ne, si riavvicinò sempre di più alle preesistenti classi dominanti. In Francia, di fronte ad una rivolta delle classi inferiori la borghesia si ri velò incapace o restia a governare direttamente e lasciò il potere a Buonapar- te. La semplice relazione — forze produttive/rivoluzione borghese o proleta ria/espressione universale in un ’ appropriata forma di Stato — non è più so stenibile. Dal punto di vista politico Marx riconosceva nel dicembre del 1848, sullo «Neue Rheinische Zeitung», che la borghesia tedesca era incapa ce di realizzare la propria rivoluzione. La strategia politica del gruppo di Marx a quel punto cambia. Invece di operare in primo luogo all ’ interno della Società Democratica di Cotogna per spingere a sinistra il liberalismo borghese, evitando un ’ azione autonoma della classe operaia, Marx cerca di realizzare un ’ alleanza fra classe operaia, piccola borghesia democratica e contadini al fine di realizzare una rivoluzio ne democratica e di incoraggiare la formazione a livello nazionale di un par tito operaio indipendente. La speranza per questa nuova fase della rivoluzione non era legata all ’ ulte riore sviluppo delle forze produttive; quanto piuttosto alla speranza (in nes sun modo una speranza realistica) che la Francia fosse spinta alla guerra con la Russia. Questo, a sua volta, poteva spingere il regime francese a sinistra, come era avvenuto fra il 1792 e il 1794. L ’ incapacità della borghesia tedesca di realizzare la propria missione stori ca nel 1848/49 era in un certo senso una replica della sua incapacità di lotta re con determinazione per obiettivi liberali nel 1842/43. In entrambi i casi la speranza è posta in una rivoluzione dal basso che so stituirà per la sua carenza lo scenario abbozzato nei due Indirizzi del Comi tato Centrale della Lega dei Comunisti nel 1850.
35
Made with FlippingBook - Online catalogs