Problemi della transizione 1984
La teoria dello Stato moderno
ra al potere. Se il proletariato andasse al potere, non prenderebbe provvedi menti direttamente proletari, ma piccolo-borghesi. Il nostro partito può an dare al potere soltanto quando le condizioni permetteranno di realizzare la sua idea. Louis Blanc rappresenta il miglior esempio di ciò che si può fare quando si giunge troppo presto al potere. In Francia inoltre non vanno al po tere soltanto i proletari ma anche i contadini e i piccoli borghesi e devono es sere adottati non i provvedimenti del proletariato, ma i loro provvedimen ti» 11 . Infine non vi era nulla nel ricordo del 1848, o anche del successivo quarto di secolo, che potesse suggerire che il potere pubblico potesse resistere alle dinamiche interne del modo di produzione capitalistico. Il tentativo del governo reazionario prussiano, all ’ inizio del 1850, di rein trodurre il sistema delle gilde fallì. E uno dei più aspri controrivoluzionari del 1848, Bismark, realizzò l ’ unificazione tedesca imbrigliando il potere economico della borghesia entro un sistema politico autoritario, che assicura va la continuità della posizione privilegiata delle classi tradizionalmente do minanti. Analogamente in Francia Napoleone III, nonostante le sue pretese di rappresentare tutte le classi, poteva in realtà conservare il proprio regime sostenendo sistematicamente gli interessi dei capitalisti rispetto a quelli delle altre classi. Il vero problema che premeva in modo prioritario sulla teoria era il fatto che questa postulava una relazione sistematica e determinata tra la supremazia di una classe e la forma dello Stato. Come si legge nell ’ /tìfeo/ogz^ tedesca'. «Le condizioni entro le quali posso no essere impiegate determinate forze produttive, sono le condizioni del do minio di una determinata classe della società, la cui potenza sociale, che sca turisce dal possesso di quelle forze ha la sua espressione pratico-idealista nel la forma di Stato che si ha di volta in volta, e perciò ogni lotta rivoluzionaria si rivolge contro una classe che fino ad allora ha dominato» 12 , o, come il Ma nifesto comunista ha ripetuto: «Ognuno di questi stadi nello sviluppo della borghesia fu accompagnato da un corrispondente progresso politico» 13 . Inoltre, secondo il Manifesto, a partire dalla formazione della moderna in dustria e del mercato mondiale la borghesia aveva conquistato «l ’ esclusivo dominio politico» attraverso «il moderno Stato rappresentativo». Ora, anche nella definizione più generosa, non si può sostenere che nel se condo Impero o nella Prussia della Camarilla, o nella vittoria di Bismark sui liberali nella riforma dell ’ esercito si manifesti in modo evidente «l ’ esclusivo dominio politico della borghesia» o che questi siano «moderni Stati rappre sentativi» secondo il significato corrente del termine. E chiaro che, come sostiene Maguire, i tedeschi non furono capaci di crea re, e i francesi non furono capaci di gestire l ’ egemonia politica della borghe sia. Sembra esserci inoltre un altro senso in cui la vittoria della contro rivoluzione o Buonaparte appariva il seguito del peso della borghesia, anche se questo offendeva i loro rappresentanti politici. Lo sfondo delle rivoluzioni, così come è definito nel Diciotto Brumaio, ne Le lotte di classe in Francia, in Rivoluzione e contro-rivoluzione in Germania
comunista in Opere complete, ed. cit., voi. VI,
11 Seduta del Comitato centrale della Lega dei Comunisti del 15 settembre 1850 in MARX- ENGELS, Opere complete, Roma, Editori Riuniti, 1977, voi. X, p. 629. 12 K. M arx , F. E ngels , L'Ideologia tedesca ed. cit., p. 38. 13 K. M arx , F. E ngels , Manifesto del partito
p. 488.
37
Made with FlippingBook - Online catalogs