Problemi della transizione 1984

La teoria dello Stato moderno

Ad una simile obiezione Marx potrebbe replicare che la facilità dell ’ acqui sizione della terra aveva fino allora impedito la cristallizzazione dei lavoratori salariati in una classe e che quindi il predominio della borghesia conservava ancora un carattere di rappresentatività universale. Molto più serio, comunque, era il modo in cui avvenimenti politici in Francia e in Inghilterra avevano portato alla teoria del bonapartismo e al raf forzamento del carattere coercitivo dell ’ apparato statale. Con il Reform Act del 1867 una parte consistente della classe operaia ven ne messa fuori legge e ancora sotto il governo di Gladstone si ebbe lo svilup po di una macchina statale sempre più estesa e repressiva. La successiva formazione della Terza Repubblica era in contrasto ancora più netto con il bonapartismo. Durante la Terza Repubblica, quali che fossero i problemi posti dai legit timisti, dall ’ affare Boulanger o dall ’ affare Dreyfus, il potere legislativo ripre se il controllo sull ’ esecutivo e si dimostrò che un governo debole è compati bile con il suffragio universale. Marx combattè contro queste difficoltà nella Critica del programma di Gotha, del 1875. In questo testo rivolge ai socialdemocratici tedeschi la critica di parlare in modo troppo vago dello Stato attuale. «La “ società odierna ” è la società capitalistica, che esiste in tutti i paesi ci vili, più o meno libera di aggiunte medievali, più o meno modificata dallo speciale svolgimento storico di ogni paese, più o meno evoluta. Lo “ Stato odierno ” , invece, muta con il confine di ogni paese. Nel Reich tedesco prussiano esso è diverso che in Svizzera; in Inghilterra è diverso che negli Sta ti Uniti. Lo “ Stato odierno ” è dunque una finzione» 20 . Eppure dopo avere riconosciuto la diversità empirica dello «Stato attuale», non può nonostante questo lasciare le cose a questo punto. Continua a pensare che ci deve essere una qualche sistematica connessione fra la forma e il contenuto dello Stato moderno. Ciononostante, prosegue Marx: «Tuttavia i diversi Stati dei diversi paesi civili, malgrado le loro vario pinte differenze di forma, hanno tutti in comune il fatto che stanno sul ter reno della moderna società borghese, che è soltanto più o meno evoluta dal punto di vista capitalistico. Essi hanno perciò in comune anche alcuni carat teri essenziali. In questo senso si può parlare di uno “ Stato odierno ” , con- trapposto al futuro, in cui la presente radice dello Stato, la società borghese, sarà perita» 21 . Quali sono questi «caratteri essenziali»? Marx non lo specifica. E chiaro in fondo che Marx non riesce mai a formulare, con i propri criteri, una teoria soddisfacente dello Stato moderno. Sappiamo che tanto nel 1859 quanto ancor prima, nel 1845, progettava di scrivere un trattato sullo Stato. Il fatto che non lo abbia mai realizzato deve essere attribuito alla sua incapacità di formulare una connessione precisa tra il dominio dei rapporti capitalistici di produzione e una forma di Stato adat ta al dominio di questi rapporti. Come confessava in una lettera a Kugelmann del 1862, era arrivato solo

20 K. MARX, Glosse marginali al programma del Partito operaio tedesco in M arx -E ngels , Opere scelte, a cura di L. Gruppi, Roma, Editori Riuni ti, 1966, pp. 969-970. 21 Ivi, p. 970.

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