Problemi della transizione 1984

Lukacs e l ’ ontologia

afferma Lukacs — in termini ontologici corretti la riproduzione dell ’ essere sociale, occorre da un lato tener conto che il suo fondamento ineliminabile è l ’ uomo con la sua costituzione fisica, con la sua riproduzione biologica, e dall ’ altro non perdere mai di vista che la riproduzione si svolge in un am biente la cui base è bensì la natura, ma che pure viene sempre più modifica to dal lavoro, dall ’ attività degli uomini, cosicché la società nella quale si veri fica realmente il processo riproduttivo dell ’ uomo sempre meno trova già “ pronte ” nella natura le condizioni della propria riproduzione, che invece essa crea mediante la prassi sociale degli uomini» 6 . Sono qui riassunti i punti fondamentali dell ’ Ontologia, che fonda la materialità, sia biologica sia so ciale, dell ’ uomo. Ma il fatto che qui si tratta dell ’ essere sociale non significa che l ’ attività del singolo sia considerata irrilevante. «Tanto più che — spiega Lukacs — in parte queste azioni singole, sommandosi spontaneamente in fatti sociali, possono divenire elementi di forza ancora più reali, in parte non va sotto valutata, specie nell ’ ambito della vita individuale, la funzione socia le dell ’ esempio» 7 . E qui si entra nel campo dell ’ etica (di cui ci occuperemo più avanti), in cui in massima parte rientra l ’ attività dell ’ individuo. Ciò che comunque qui vogliamo sottolineare è che l ’ attività del singolo non viene sommersa dal suo essere «sociale», dalla socialità (dal complesso sociale), ma è con questa in stretta interrelazione. Esso dispone della sua parte di domi nio nella capacità di intervenire sulle varie realtà sociali esistenti, di interagi re con esse. Lukacs fonda questa capacità quando afferma che «in ogni indi viduo è latente un gran numero di possibilità» (possibilità proprio nel senso aristotelico della dynamis). L ’ individuo si pone continuamente degli scopi e deve per ogni atto prendere delle decisioni in base a valori e complessi di va lori, decidere fra alternative possibili sia nella vita quotidiana che nel lavoro, nella creazione artistica, ecc. E dunque la prospettiva ontologica dell ’ essere sociale non solo da esso non può prescindere, ma su di esso si fonda. L ’ essere sociale è un essere articolato in complessi parziali interagenti, che si pone come soggetto. Si costituisce come soggetto in quanto il suo agire è un agire alternativo fondato sulla posizione di scopi. La sua fondazione on tologica sul lavoro, che costituisce il filo conduttore dell ’ opera di Lukacs, vie ne così ad assumere un duplice significato: il lavoro, in quanto produzione di valori d ’ uso e quindi momento del ricambio organico con la natura, è in sopprimibile e costituisce la base di riproduzione sia biologica sia sociale dell ’ essere; il lavoro, in quanto posizione di scopi, decisione fra alternative, ricerca dei mezzi, ecc. costituisce un modello per la prassi dell ’ essere sociale 8 9 . Lukacs così definisce la categoria ontologica centrale del lavoro: «Per suo tra mite una posizione teleologica si realizza nell ’ ambito dell ’ essere materiale come nascita di una nuova oggettività. Il lavoro risulta dunque il modello di ogni prassi sociale, dove infatti — anche se attraverso mediazioni che posso no essere molto articolate — vengono sempre tradotte in realtà posizioni te leologiche, in termini che sono alla fin fine materiali». E significativa la deli mitazione dell ’ ambito teleologico che dà forza al soggetto. La teleologia ha

6 Ivi, p. 146. 7 Ivi, p. 321. 8 Mi sono occupata di questo problema in 11 la voro come sforma originaria» nell'antologia di Lukacs, «Critica marxista», 3, 1977. 9 (Ontologia, cit., p. 19.

59

Made with FlippingBook - Online catalogs