Problemi della transizione 1984
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
za individui. Si tratta invece di stabilire un rapporto dialettico, di interazio ne reciproca, fra i due poli. E la stessa idea che doveva costituire il fondamento dell ’ Etica materialisti ca che Lukàcs intendeva costruire e di cui l ’ O«/o/ogztf dell'essere sociale do veva essere il presupposto. Si capisce allora a questo punto perché nella men te di Lukàcs «Ontologia» e «Etica» fossero strettamente connesse. Il progetto di un ’ etica materialistica non poteva nemmeno essere avviato senza aver pri ma costruito i fondamenti materialistici dell ’ essere sociale. L ’ idea essenziale di una tale etica è, infatti, — da quanto si può capire dai cenni presenti nell ’ Ontologia — che non può esistere un ’ etica atemporale e assoluta. E questo anche il nocciolo della critica all ’ imperativo categorico kantiano, che astrae appunto dall ’ essere sociale dell ’ uomo e lo isola eternizzandolo. Là do ve invece per Lukàcs l ’ etica individuale non va separata dal suo terreno ontologico-storico-sociale. Quanto si diceva sopra sul rapporto dialettico tra oggettivazione e alienazione è illuminante ai fini della determinazione di questo tipo di etica. Il complesso delle oggettivazioni determina il campo delle possibilità di sviluppo dell ’ individuo, sia pure un campo estremamen te ricco di dimensioni. In questo complesso di problemi si inserisce la questione dei valori. Ogni scelta fra alternative possibili è, in ultima analisi, scelta fra valori. «In ogni porre pratico viene intenzionato — positivamente o negativamente — un valore». Essi, per la loro natura ontologica di «spettrale oggettività», agiscono concretamente nella prassi degli individui, anche quando non se ne ha piena coscienza. L ’ oggettività è data proprio dalla loro genesi. Essi hanno origine nella struttura dell ’ essere sociale e sono legati ai suoi mutamenti, ma ovvia mente attraverso numerose mediazioni e con uno sviluppo ineguale, per cui si trovano spesso in contraddizione con la loro base economica. Lukàcs parla anche di interpretazioni e usi diversi di valori che sembrano persistere immu tati nel tempo. Ciò che comunque da un punto di vista etico-ontologico è importante rilevare è la storicità e l ’ oggettività sociale dei valori, il tipo della loro genesi nell ’ essere sociale materiale. Lukàcs esprime con molta efficacia tale idea: «I valori sono oggettivi perché sono parti motrici e mosse del com plessivo sviluppo sociale» . Sono «parti motrici e mosse» appunto, cioè parti che determinano e sono determinate dai mutamenti. Il modo di evitare il relativismo dei valori è teoricamente indicato da Lukàcs proprio nell ’ ineguaglianza del loro sviluppo e nell ’ efficacia oggettiva con cui agiscono e producono comportamenti. Ma nella capacità di trasfor marsi dell ’ essere sociale è contenuta anche la capacità di trasformare i propri valori. Vi è qui una differenza fondamentale rispetto a Weber e alla sua con cezione della molteplicità dei valori configgenti, dove i valori erano conside rati dati\ mancava cioè una spiegazione della loro genesi e, di conseguenza, un ’ indicazione del modo della loro trasformazione o del ruolo del soggetto in questa trasformazione. Su questo punto Lukàcs, sviluppando i fondamen ti materialistici del marxismo, segna un importante passo in avanti. Il rico noscimento della dialettica, che si svolge anche nell ’ ambito etico, tra la presa di posizione personale e le concrete possibilità sociali costituisce una delle ac quisizioni più importanti dell ’ ultima opera lukacsiana.
19 Ivi, p. 97.
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