Problemi della transizione 1984
Marx e i marxismi
trine, ipotesi o metodi, ritenendo, con ciò, di aver dimostrato a se stessi e agli altri la propria maturità, emancipazione e apertura intellettuale e illu dendosi di poter attingere una conoscenza all ’ altezza della modernità e della (reale, ma fin troppo abusata) complessità di oggi servendosi indifferente mente dell ’ uno o dell ’ altro di tali metodi; coloro che, sempre in questi ulti mi anni di vento contrario, hanno deposto le armi, abbandonando la ricerca marxista, ritenuta satura e oramai sterile, per preferire qualsiasi altro campo d ’ indagine, anche il più stravagante e inutile (l ’ importante era che non aves se niente a che fare con Marx), contribuendo così a portare acqua al mulino di chi aveva tutto l ’ interesse che si stendesse una coltre di silenzio su quel pensatore e finendo altresì col togliere ulteriori spazi a chi ancora intendeva proseguire la ricerca, tenere alta la bandiera e arginare l ’ ondata di riflusso; ecc. ecc. In sintesi, per tutti costoro, si dovrebbe parlare, oltre che di marxisti in crisi, di riflessi o prodotti della crisi che attanaglia la nostra società. Essi, infatti, forniscono la prova evidente di come il capitalismo, qualora non ven ga adeguatamente fronteggiato e dominato conoscitivamente con e sulla ba se di Marx, faccia deviare e trascini via, sull ’ onda delle sue crisi e del suo na turale procedere involutivo, chiunque venga colto privo di un saldo ancorag gio a Marx (si ricordino le parole di Lenin circa la necessità che il soggetto ri voluzionario si trovi sempre pronto, ben disposto e preparato agli appunta menti cruciali, alle svolte decisive, ai punti critici del capitalismo, pena il prospettarsi di lunghi periodi di involuzione, di regresso, di navigazione controcorrente, se non di vera e propria degenerazione con la perdita della prospettiva rivoluzionaria). Hobsbawm, con le sue osservazioni, ha inteso rivolgere «un invito a ri spondere, dal punto di vista dell ’ analisi marxista, ad alcune questioni fonda mentali: Dove siamo? Dove vogliamo andare? Che fare?» Sono le domande cui ogni rivoluzionario deve rispondere, è un richiamo all ’ improbo lavoro che ci attende, rappresentano il varco obbligato per imboccare la strada al so cialismo. Fare per l ’ oggi quel che Marx ha fatto per la realtà a lui contempo ranea: è un lavoro duro, inedito, ma non impossibile, comunque necessario. L ’ importante è sfruttare il punto di vantaggio che abbiamo: Marx. Lenin c ’ è riuscito. «HicRhodus, hic salta», direbbe Marx ai marxisti di oggi. politica internazionale n. 2 - 1984 Sommario E ditoriale : Piero Bassetti, Un programma politico. A ttualità I nternazionale : Darko Bekic, Eguaglianza economica e indipendenza politica come premesse di stabilità. Miriam Mafai, Fra palazzi e giornali. Lapo Sestan, La politica estera di Andropov: la continuità del provvisorio - Pier Giovanni Donini, La fase economica del nazionalismo arabo - Mirella Galletti, La questione curda tra dinamismo e repressione - Gianfranco Bottazzi, Angola: indipendenza assediata - Fabio Tana, I molti ostacoli alla decolonizzazione della Namibia - Alessandro Massai, La Forza multinazionale in Libano e il controllo parlamentare.
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