Problemi della transizione 1984

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

La teoria marxiana dell ’ individuo sociale

di Ferruccio Andolfi

1. Credo che non debbano essere spese molte parole per mostrare che in Marx l ’ interesse per la liberazione degli individui (e non genericamente dell ’ uomo) è centrale. Le interpretazioni che imputano direttamente al fon datore del socialismo scientifico la svalutazione dell ’ individuo a favore del collettivo non rendono conto di questo interesse, che circola da un capo all ’ altro della sua opera. Con questo non intendo dire che a un certo deprez zamento dell ’ individuo la teoria marxiana non giunga effettivamente attra verso un giro più ampio — una mediazione dialettica. La critica dell ’ alienazione è per l ’ appunto critica dell ’ appiattimento che l ’ individuo subisce sulla propria condizione lavorativa e di classe. Il lato pro gressivo del capitalismo consiste nella rottura dei vincoli delle comunità na turali, che impongono ai singoli comportamenti e valori. Ma esso ricostitui sce un potere estraneo nella forma del mercato mondiale, su cui gli individui sono impossibilitati ad esercitare un controllo e un dominio cosciente. Cia scuno viene schiacciato nel proprio ruolo: il borghese non riesce a pensare e ad agire che secondo le categorie del proprio stato sociale (è dominato dal «senso dell ’ avere», per dirla nei termini dei Manoscritti del ’ 44) e non arriva neppure ad immaginare che la propria realizzazione di individuo possa com piersi altrimenti; il proletario dal canto suo è costretto a intendere la propria attività come semplice attività di guadagno (è contaminato anch ’ egli dal senso dell ’ avere) e a identificare i propri interessi con quelli della propria classe anziché con quelli della comune umanità. Il vantaggio del proletario risiede nel fatto che la sua coscienza di classe gli consente un ’ apprensione della totalità sociale e delle linee di tendenza dell ’ evoluzione storica. La sua «missione» di liberazione, analogamente, se gli è imposta dalle misere condizioni in cui versa (o dettata, se vogliamo, dall ’ «egoismo»), si risolve in un arricchimento per l ’ intera umanità, resa fi nalmente libera dalle divisioni di classe. Marx è tuttavia ben convinto che finché permangono tali divisioni la figura umana del proletario rimane anch ’ essa mutilata e dominata, in qualche misura, dagli stessi valori propri del capitalismo. La generalizzazione della condizione di lavoratore, e l ’ applicazione rigo rosa del principio «a ciascuno secondo il suo lavoro» costituiscono, anche nel la prima fase del comuniSmo contemplata dalla Critica del programma di Gotha, progressi in cui la individualità — ammette Marx — non giunge an

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