Problemi della transizione 1984

Marx e l ’ individuo sociale

cora ad affermarsi nella varietà delle sue dimensioni. Ciò su cui vorrei attirare l ’ attenzione è però il fatto che in questo schema si suppone che questa con dizione di relativa disindividualizzazione (nel lavoro e nella classe) rappre senti un punto di partenza indispensabile per la lotta e per la prima afferma zione del socialismo. La polemica con Stirner a proposito dell ’ inefficacia del la rivolta dell ’ individuo come tale, a cui viene contrapposta la rivoluzione, in quanto rivolta all ’ interno delle condizioni date o «malcontento di se stesso nell ’ ambito di un certo stato di cose» esprime bene questa convinzione. Solo attraverso un ancoramento al proprio gruppo di appartenenza, ovvero una pratica della solidarietà di classe, può darsi avvio a quel mutamento delle istituzioni, da cui in ultima analisi sono condizionati e limitati i destini indi viduali. 2. Il potere estraneo che si costituisce nella società capitalistico-borghese come una forza sovrastante gli individui e ad essi ostile, nasce paradossal mente proprio dallo stato di atomizzazione di questa società, in cui vige una lotta di tutti contro tutti. La società è una «società commerciale», in cui cia scuno obbedisce a una motivazione economica, che lo porta a competere con gli altri, considerati avversari. L ’ alienazione, o almeno un suo aspetto essen ziale, consiste nella frammentazione e contrapposizione degli individui 1 . L ’ etica borghese corrisponde a questa pratica in un duplice modo: in parte è la sua proiezione diretta, come avviene nelle diverse teorie dell ’ utilità o nelle concezioni che riducono la società a uno strumento da cui il singolo debba trarre vantaggio 2 * ; in parte invece si presenta come abbellimento mo rale di quella pratica attraverso la supposizione ipocrita che l ’ interesse parti colare e quello generale coincidano. Se nella prima forma essa si presenta co me una diretta apologia dell ’ esistente, nella seconda non consente di gettar luce sui meccanismi spietati di una società che è nella sua essenza retta dal calcolo economico. Gli economisti della scuola umanitaria, i sismondiani, commetterebbero appunto l ’ ingenuità di supporre possibile, senza rivolgi menti radicali, la composizione degli interessi dei singoli e della comunità^. Sembra che Marx non riesca a immaginare un rapporto di utilità separato dall ’ idea di sfruttamento. Il rapporto utilitario ha il senso del tutto determi nato che acquista sotto il regime borghese, che «io sia utile a me stesso recan do danno a un altro» 4 * * * * * lo . L ’ interesse, a cui si appellano gli utilitaristi, crea un

1 La riduzione della società a «società commer ciale» di individui atomizzati è denunciata con forza nei manoscritti del 1844, e in particolare negli appunti su James Mill (Marx Engels Ge- stamtsausgabe , 1,3, Berlin 1932, pp. 530-547). Ma è del resto un motivo costante nell ’ opera marxiana, che ritengo di poter trattare, sotto questo riguardo, come un tutto relativamente omogeneo. 2 La breve storia dell ’ utilitarismo svolta neìV Ideologia tedesca (Marx-Engels, Opere, V, a cura di F. Codino, Editori Riuniti, Roma 1972, pp. 424-29) porta Marx a concludere che esso ha perso la valenza critica che aveva in origine, per assumere, allorché la borghesia è divenuta «do minante», con Bentham, il significato di sempli ce «sfruttamento privato di un mondo già esi stente da parte di singoli individui». Tuttavia an che nel periodo della borghesia «combattente» la teoria utilitaria, secondo Marx, rappresentava so lo la perdita delle illusioni sentimentali in cui il mondo feudale avvolgeva la propria pratica di

oppressione, e la raggiunta coscienza dello sfrut tamento reciproco come rapporto generale tra tutti gli individui. 3 In polemica con Ricardo, che giudicava rile vante per la nazione il solo reddito netto dei ca pitalisti, Sismondi metteva l ’ accento sulla desi derabilità per l ’ interesse pubblico di un aumento del prodotto lordo. Marx si attesta assai presto su una posizione che rimarrà sostanzialmente im mutata fino alla tarda Storia delle teorie econo miche. «Sismondi e Say — si legge già negli estratti da Ricardo del 1844 — combattono solo l ’ espressione cinica di una verità economico- politica». In verità dal punto di vista dell ’ econo- mia politica, che per paese intende l ’ insieme dei capitalisti, «il profitto del paese separato da quel lo dei capitalisti è una finzione» (MEGA, 1, 3, p. 515 e 517). 4 Opere, V, cit. , p. 423.

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