Problemi della transizione 1984
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
diaframma tra il soggetto e le manifestazioni della sua vita: «Nell ’ interesse il borghese che riflette (reflektierende) insinua sempre un elemento tra sé e le manifestazioni della sua vita» 5 . L ’ assunzione dell ’ interesse dell ’ individuo come scopo della vita sociale apparterrebbe alla mentalità illuministica. Su questo punto Marx si attiene alla critica del concetto di utilità svolta da He gel nella Fenomenologia dello spirito** . L ’ anarchismo individualista di Stimer, con la sua richiesta di trattare la so cietà come uno strumento dal quale ricavare utilità, rientra fondamental mente nella prima delle due forme ideologiche. Anzi in lui la teoria dell ’ uti lità perde ogni positivo contenuto economico e si traduce nella «pura illusio ne» che il piccolo borghese tedesco nutre di poter sfruttare il mondo. La so cietà comunista — concede Marx — può essere messa in rapporto all ’ utilità del singolo solo a condizione che l ’ utilità non sia intesa come esterna al «rap porto sociale reciproco» ma fatta coincidere con esso 7 . 3. La coincidenza di interesse particolare e interesse generale che nel regi me della proprietà privata suona come un «infame sofisma» acquista un sen so razionale sotto mutate condizioni sociali. Nel comuniSmo quella coinci denza può e deve essere ripresa 8 . L ’ individuo è.comunque fin da ora un «essere sociale», ma se nella società attuale ciò significa solo ch ’ egli è socialmente condizionato, nella società che si va formando (werdendé), e a maggior ragione nella società realizzata (ge- worderi), il sistema di relazioni sociali rappresenta pienamente le esigenze degli individui. «Bisogna evitare di fissare di nuovo la società come un ’ astra zione di fronte all ’ individuo» 9 . La relazione d ’ identità che viene così ipotiz zata dovrebbe scongiurare il rischio di una nuova reificazione della società, ma fornisce di fatto una scarsa protezione agli individui dalla invadenza del «sociale». La mediazione tra individuo e società nel comuniSmo si compie, almeno a un primo livello, attraverso l ’ attività lavorativa. Gli individui non subiscono più il loro destino lavorativo ma lo vogliono coscientemente in quanto con tributo ad un ’ opera sociale. Al posto dello scambio che si compie a posteriori sul mercato viene ipotizzato uno scambio originario, a livello della produzio ne, di attività determinate da bisogni e scopi comuni, in virtù del quale i di versi lavori acquistano in partenza un carattere generale o sociale. La socialità della produzione consiste innanzitutto in questa determinazione volontaria delle attività in riferimento a bisogni e scopi comuni. Da essa derivano alcu ne conseguenze: il prodotto è comune, e ciascun lavoratore ha titolo a parte cipare al mondo comune dei prodotti 10 . La nozione di «società dei produttori associati» è al riguardo decisiva. Essa 5 Ivi, p. 206.
se gli interessi non fossero separati e la proprietà fosse comune. Tutte le proposizioni razionali cir ca l ’ unità... dei diversi interessi divengono, nelle mani dell ’ economia politica, sul terreno della proprietà privata, infami sofismi» (MEGA, 1,3, p. 558). 9 Manoscritti economico-filosofici del 1844, a cura di F. Andolfi, Newton Compton, Roma 1976, p. 179. 10 Lineamenti fondamentali di critica dell'eco nomia politica, I, a cura di E. Grillo, La Nuova Italia, Firenze 1970, p. 117.
6 II passo in cui Hegel tratta il concetto di utilità sotto la categoria generale del rischiaramento {Aufkldrung} è espressamente richiamato da Marx {ivi, p. 424). 7 «Egli ( = Stirner) trasforma la società, prima che questa esista, in uno strumento dal quale vuole ricavare utilità, senza che lui e altra gente abbiano prodotto, attraverso un rapporto sociale reciproco, una società, e quindi questo “ stru mento ” » {ivi, p. 206; il corsivo è mio). 8 «L ’ infamia dell ’ economia politica consiste nel ragionare, sotto il presupposto degli interessi ostilmente separati della proprietà privata, come
Made with FlippingBook - Online catalogs