Problemi della transizione 1984

Marx e l ’ individuo sociale

non è, com ’ è noto, un ’ invenzione di Marx. Le funzioni che le vengono attri buite sono le medesime che i sansimoniani assegnavano al «sistema generale delle banche». Nella Doctrine de Saint-Simon. Exposition. Première année (1829) il relatore della settima seduta presenta il sistema centralizzato di banche come il mezzo che poteva portare a «un miglior accordo dei mezzi di produzione e dei bisogni del consumo» attraverso «una più esatta classifica zione dei lavoratori, e una distribuzione più illuminata degli strumenti dell ’ industria; un più giusto apprezzamento delle opere, e una ricompensa più equa del lavoro 11 . L ’ istanza nuova introdotta da Marx è che la comunità dei produttori nel suo insieme, e non una corporazione di competenti, de tenga il potere di decidere. Questo è il senso della sua frecciata contro «il go verno dispotico della produzione». «I sansimonisti — egli scrive nei Grundrisse — hanno fatto della loro banca il papato della produzione». L ’ organo previsto dai sansimoniani dovrebbe invece fungere piuttosto da semplice «consiglio che tiene la contabilità per la società lavoratrice colletti va» . I sansimoniani, nelFE^ojtób» ricordata, immaginavano che \' asso ciation des travailleurs dovesse riconoscere il diritto dei più esperti ad esercitare i compiti di direzione. «Nella società industriale così concepita si vede dovun que un capo... dovunque autorità legittima perché il capo è il più capace; dovunque obbedienza libera, perché il capo è amato; dappertutto ordine: nessun operaio manca di guida e d ’ appoggio in questa vasta officina» 13 . «Se un uomo non ottiene gli strumenti di lavoro che domanda, dipende dal fat to che dei capi competenti l ’ hanno riconosciuto più abile ad adempiere un ’ altra funzione». L ’ errore è possibile ma le «capacità superiori», che af frontano i problemi «da un punto di vista generale» danno le migliori garan zie. L ’ autorità e l ’ obbedienza si giustificano per il fatto che non tutti gli uo mini sono uguali in moralità, intelligenza e attività. Si tratta solo di sapere a chi toccherà l ’ autorità di classificare gli uomini secondo le loro capacità, e di valutare e retribuire le loro opere. La risposta dei sansimoniani è: «colui che ama maggiormente il destino sociale» 14 . La società marxiana dei produttori associati suppone invece un almeno tendenziale pareggiamento delle capacità, e non riconosce quindi come istanza decisiva l ’ autorità dei competenti. «Immaginiamoci un ’ associazione di uomini liberi...»: così si apre nel Capitale la trattazione di questo tema 15 . Tuttavia c ’ è da chiedersi se la stessa funzione essenziale che viene attribuita alla società — quella di assegnare il lavoro e di ripartire i prodotti in base alle prestazioni — non implichi sempre di necessità un momento autoritario. Le funzioni «universali» che vi si esercitano — nell ’ acquisto-vendita delle merci e della forza-lavoro, nella pianificazione della produzione e nella distribu zione delle risorse — sono così simili a quelle proprie del «sistema generale di banche» che riesce difficile immaginare organi non burocratici e/o tecno cratici di governo. Anche nel marxismo poi si postula l ’ esistenza di un sog getto (il proletario, il partito o l ’ intellettuale organico anziché lo scienziato), a cui il potere spetta legittimamente per il fatto che conosce meglio degli al 1 Doctrine de Saint-Simon. Exposition. Pre mière année, 1829. Nouvelle édition publiée avec introduction et notes par C. Bouglé et Elie 14 Ivi, p. 277. 15 II Capitale I, trad. it. di D. Cantimori, Editori Riuniti, Roma 1974, 8 a edizione, p. 110. Critica del programma di Gotha, Editori Riu niti, Roma 1976, p. 30. Havély, Paris 1924, p. 272. 12 Lineamenti I , cit., p. 87. 13 Exposition , cit., p. 272.

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