Problemi della transizione 1984

Marx e l ’ individuo sociale

«lavoro umano»), che pur rappresentando un progresso rispetto a un lavoro rivolto a soddisfare gli imperativi della necessità, avrebbe impresso la sua for ma a tutti gli ambiti di vita, riducendo la ricchezza delle «proprietà» delFio 19 . Quando si tratta di determinare le caratteristiche del lavoro liberato Marx non sa scostarsi in definitiva dalla categoria hegeliana di «teleologia» (ne è una riprova tra l ’ altro la trattazione del tema del lavoro da parte del marxista Lukàcs). Ogni attività non orientata a un fine, «improduttiva», non impe gnata nel superamento di uno sforzo e nel conseguimento di una meta, per de, secondo questa logica, legittimità 20 . Non si sa più bene dove collocare la sfera del «tempo disponibile», a cui pure Marx dichiara con l ’ anonimo esten sore di Thè Source andRemedy ofNational Diffìculties , di voler dare il mas simo rilievo 21 . L ’ allargamento del concetto di lavoro, — non più attività pro duttiva in senso strettamente economico, ma «prassi» — non sembra suffi ciente a definire un ’ attività con caratteristiche qualitativamente diverse. Se si riflette del resto che la forma per eccellenza della prassi è data dall ’ impegno politico di trasformazione, e che lavoro e politica fanno parte dello stesso ge nere di attività «finalistiche» e mettono in moto energie simili, la continuità tra prassi e lavoro appare evidente. Ma se anche l ’ unità di lavoro e godimen to dovesse significare un in vestimento libidico del lavoro (secondo l ’ ipotesi marcusiana), non risulta chiaro da dove Marx la faccia scaturire. Egli suppo ne infatti che il comuniSmo si ponga direttamente al di là dell ’ opposizione, senza chiedersi quali rivolgimenti di mentalità si richiedono per superare il dominante principio di prestazione. La sua strategia prevede un poco credi bile passaggio da un ’ affermazione rigorosa di quel principio (il dovere gene rale di lavorare), necessaria per il prossimo avvenire, a un ’ epoca di libera e gioiosa esplicazione delle capacità individuali. 5. Se il concetto di società dei produttori associati o di produzione sociale corrisponde all ’ intento di indicare una forma di organizzazione pienamente aderente alle esigenze degli individui, sul piano dell ’ analisi esistenziale Marx, provocato dalle obiezioni che Stirner rivolgeva al comuniSmo in nome dell ’ unico, cerca di inglobare nell ’ io le istanze sociali mediante il concetto di individuo personale. Gli svolgimenti di quest ’ idea si trovano, com ’ è noto, nella prima parte dell ’ A&o/ogz# tedesca. Il concetto di individuo personale può essere riferito sia alla storia trascorsa (la preistoria) sia, in senso forte, alla società organica del futuro. Esprime co munque un ’ armonia tra l ’ individuo e le sue condizioni sociali di esistenza. Finché in un sistema «non è ancora comparsa la contraddizione», le relazioni di lavoro e di vita che gli individui intrattengono tra loro sono le condizioni della loro manifestazione personale. Solo «quando compare la contraddizio ne» quelle condizioni si rivelano troppo anguste per l ’ espressione delle po tenzialità individuali 22 . L ’ indicatore oggettivo della comparsa della contraddizione è dato dal di slivello che a un certo punto si crea tra le forze produttive e le forme di rela zione che le intralciano. Non si tratta di stabilire se le circostanze corrispon

19 Cfr. M. STIRNER, Der Einzige undsein Eigen- tum, O. Wigand, Leipzig 1845, pp. 172 sgg.; L'unico e la sua proprietà, trad. it. di L. Amoro so, Adelphi, Milano 1979, p. 218 sgg. 20 La scarsa considerazione di Marx per la dimen sione ludica dell ’ attività umana traspare tra l ’ al tro da un accenno polemico al «frivolo» Fourier.

Anche quando sia divenuto autorealizzazione dell ’ individuo, il lavoro mantiene il carattere «impegnativo» del superamento di ostacoli {Li neamenti cit., p. 278). 21 Ivi, p. 402. 22 Cfr. Opere, V, cit., p. 68.

75

Made with FlippingBook - Online catalogs