Problemi della transizione 1984
Marx e l ’ individuo sociale
come contrasto (parziale), e pone quindi anche le basi di una possibile au tentica unione, a partire dalla difesa rigorosa della propria identità, ritrovata appunto nell ’ opposizione. Scrive ancora Stimer: «Il contrasto estremo e più decisivo è, in fondo, al di là di ciò che si chiama propriamente “ contrasto ” , senza però ricadere per questo nell ’ “ unità ” e nell ’ unitarietà. Come unico, tu non hai più niente che ti accomuni all ’ altro e, quindi neppure, che ti separi da lui o ti renda suo nemico; tu non cerchi di aver ragione, contro di lui, di fronte a un terzo e non stai più con lui sul “ terreno del diritto ” o su un altro terreno comunitario. Il contrasto scompare nell ’ essere perfettamente divisi gli uni dagli altri, cioè nell ’ unicità degli individui» 24 . La teorizzazione di rapporti autentici raggiunti attraverso la rottura di ogni legame naturale e/o di fede dovette costituire per Marx un energico sti molo a ricalibrare il proprio concetto di individualità. Stirner, egli obietta, crede di poter mettere da canto l ’ opposizione particolare che intercorre tra il borghese e il proletario, e finge possibile una relazione diretta: «non vuole che due individui si trovino in “ antagonismo ” come borghese e proletario, protesta contro il “ particolare ” che il borghese ha rispetto al proletario; egli vorrebbe che essi entrassero in rapporto puramente personale, che stessero in relazione come semplici individui» 25 . Tuttavia l ’ idea di una relazione degli individui come tali, inagibile sotto i rapporti sociali attuali, è ripresa come un compito storico. Essa doveva apparirgli affine alla meta, che riteneva asse gnata agli individui dalle presenti condizioni storiche, di sottrarsi al dominio della casualità. Ciò sarebbe stato possibile però solo in seguito all ’ abolizione della proprietà privata. L ’ abolizione della proprietà (e della divisione del la voro) comporta infatti l ’ espansione delle forze produttive, che incontrano ormai un ostacolo nel capitale, e per gli individui la riappropriazione di tali forze e lo sviluppo di capacità onnilaterali. Il legame sociale non collega più gli individui in quanto membri di una classe ma gli individui come tali. In questo senso è una libera unione 26 . 7. L ’ unicità, se non vuole essere una pura frase, deve significare quello «sviluppo originale e libero degli individui» che solo la società comunista rende possibile. Ma esso resta sorretto dalla trama leggera di rapporti di pro duzione disalienati (sottoposti al comune controllo), dalla solidarietà morale che nasce dal fatto di tendere tutti a una medesima meta, e dal carattere uni versale delle attività di cui gli individui sono finalmente capaci. L ’ unicità, in quest ’ accezione reale, è condizionata dalla «connessione» (Taisammenhang') degli individui. E alla loro coscienza la nuova condizione non apparirà defi nibile né come «abnegazione» né come «egoismo», aggiunge Marx mediando i termini che Stirner aveva contrapposto 27 . Il tema dell ’ unico subisce però così una profonda distorsione. Nella rein 24 Der Einzige , cit., p. 274; trad. it. cit., p. 219. 25 Opere, V, cit., p. 454. 26 Ivi, pp. 456 sg. del tutto diversa e non sarà affatto, quindi, né il “ principio dell ’ amore ” o il dévouement né l ’ e goismo» (ivi, p. 457).
27 «Nell ’ ambito della società comunista, l ’ unica società nella quale lo sviluppo originale e libero degli individui non è una frase, esso è condizio nato appunto dalla connessione tra gli individui, connessione che consiste in parte nei presupposti economici, in parte nella necessaria solidarietà del libero sviluppo di tutti, e infine nel modo universale in cui gli individui manifestano la loro attività sulla base delle forze produttive esistenti. (...) Anche la coscienza che gli individui hanno della loro relazione reciproca sarà naturalmente
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