Problemi della transizione 1984

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

smo fra società e natura. La liberazione del lavoro rappresenta la completa sottomissione della natura, la definitiva vittoria dell ’ uomo sulla condizione e la precondizione del suo processo vitale. È l ’ abbondanza che cambia la for ma dell ’ interazione umana: la commedia non è scritta in anticipo per gli at tori che entrano in scena; sono essi stessi che la scriveranno. E superfluo os servare che la definizione della «condizione umana» in termini di scarsità versus abbondanza appartiene alla tradizione del liberalismo come vi appar tiene l ’ enfasi sullo sviluppo di tutte le capacità e le facoltà umane. Si tratta di una tendenza di pensiero che trova in Hume la sua formulazione più clas sica; è Hume che ha posto il problema e ne ha fatto il tema centrale per il pensiero politico e sociale. Tutti i vincoli sociali, afferma Hume, nascono dalla tensione fra il desiderio di sviluppare le nostre capacità e la scarsità del le risorse sociali e naturali. Nella condizione di abbondanza vivremmo senza vincoli. La differenza fra Hume e Marx non deve essere collocata a livello del la diagnosi ma al livello della prescrizione. Per Hume non vi è alcun rimedio, per Marx c ’ è. Non introduco questo punto per discutere i meriti e i limiti della proposta marxiana. Intendo piut tosto indicare la sua origine. Le teorie democratiche della libertà, tuttavia, non hanno attribuito una così preminente importanza alla dicotomia scarsità-abbondanza, in quanto non vi è «scarsità» nella partecipazione politica o nel processo decisionale, o, se c ’ è, è solo una scarsità di tempo che non può essere superata in nessuna si tuazione socio-economica. Lo sviluppo quasi-naturale delle forze produttive rappresenta il vincolo dominante, ma non il solo, della preistoria umana: vi sono vincoli diversi da quelli economici che hanno reso gli uomini schiavi fi no all'affermarsi del modo di produzione capitalistico. Marx operava con due versioni della concezione materialistica della storia, una forte ed una de bole, ed ha elaborato due diverse proposte teoriche al fine di spiegare i vin coli di natura extra-economica. Secondo la versione forte, il modello struttura-sovrastruttura si applica a tutte le storie particolari, mentre nella versione debole si applica solo alla sto ria del capitalismo. Nelle considerazioni che seguono mi riferisco agli ele menti che sono comuni alle due concezioni e a quelli che sono propri della sola versione debole, sia perché la seconda è stata meglio elaborata da Marx, sia perché rappresenta una prospettiva che consente di affrontare con più ef ficacia il problema in questione. L ’ opzione di valore di Marx precede la sua teoria. Fin dalla sua dissertazione su Epicuro, prende posizione in favore del valore della libertà e la libertà è qui interpretata come l ’ opposto di autorità. È la autorità ciò da cui l ’ uomo deve emanciparsi per diventare libero. Prome teo, che affermava di odiare tutti gli dei, diventa per Marx il modello dell ’ autoliberazione . L ’ odio verso gli dei da parte di Marx è eguagliato solo da quello di Nietz sche. Più tardi, quando divenne comunista, Marx giunse ad affermare che l ’ ateismo è il primo passo che conduce verso il comuniSmo, anche se non è ancora il comuniSmo. Prometeo dichiara di odiare tutti gli dei e quando Marx lo cita pensa non solo agli dei del cielo, ma anche agli dei della terra, e fra questi le autorità politiche, le autorità istituzionali di qualsiasi origine e l ’ autorità di qualsiasi norma o regola che l ’ individuo dovrebbe osservare. Non solo ogni «si deve» ma anche ogni «si dovrebbe» si sovrappone alla vo lontà individuale. Se l ’ uomo vuole vivere genuinamente libero bisogna scar dinarli. Dopo l ’ elaborazione della concezione materialistica della storia è la

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