Statuto PCI 1960
potrebbe condurre con efficacia la sua lotta in difesa dei lavoratori, per la libertà, la pace e il socialismo. La disciplina è obbligatoria per tutti i mem bri del partito, indipendentemente dal posto che ciascuno di essi occupa nella organizza zione e dalle cariche elettive o rappresenta tive che ricopre. La base della disciplina è l’accettazione co sciente del programma e dei compiti del par tito. Ciò presuppone una intensa vita demo cratica in tutte le istanze del partito e una lotta continua per la conquista di tutti i mi litanti alla linea e al lavoro del partito. La sanzione disciplinare deve essere la mi sura estrema a cui si ricorre per richiamare il militante all’adempimento dei suoi doveri di comunista. Prima di prendere una sanzio ne disciplinare si deve fare sempre opera di persuasione ispirandosi al concetto che nes suno può essere esente da difetti e che ogni compagno, il quale lavori attivamente per il partito, può sbagliare. Anche quando sia in dispensabile ricorrere alla sanzione discipli nare, deve essere continuata l’azione verso il compagno colpito per persuaderlo dell’errore compiuto e della necessità della disciplina. 49. - Le sanzioni disciplinari I. — Le misure e le sanzioni previste per i 50
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