Statuto PCI 1966

La base della disciplina e l’accettazione cosciente del programma e dei compiti del partito. Ciò presuppone una intensa vita democratica in tutte le istanze del partito e una lotta continua per la conquista di tutti i militanti alla linea e al lavoro del partito. La sanzione disciplinare deve essere la misura estrema a cui si ricorre per richiamare il militante all’adempi mento dei suoi doveri di comunista. Prima di prendere una sanzione disciplinare si deve lare sempre opera di persuasione ispirandosi al concetto che nessuno può es sere esente da difetti e che ogni compagno, il quale lavori attivamente per il partito, può sbagliare. Anche quando sia indispensabile ricorrere alla sanzione disciplinare, deve essere continuata l’azione verso il compagno colpito per persuaderlo dell'errore compiuto e della necessità della disciplina.

52. — Le sanzioni disciplinari

I. - Le misure e le sanzioni previste per i casi in cui il comunista manca ai propri doveri verso il partito sono: a) il richiamo orale; b) il biasimo scritto; c ) la destituzione dalla carica; d) la sospensione dal partito da uno a sei mesi;

e) la radiazione dal partito; f) l’espulsione dal partito.

Il richiamo orale e il biasimo scritto sono decisi dal l’organismo dirigente della organizzazione a cui appar tiene il compagno da richiamare o biasimare. Le altre sanzioni, di cui ai punti c), d), e), f), sono de cise dall’assemblea dell'organizzazione di base a cui è

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