Transizione 1985

Fra il 1971 e il 1981 la popolazione del centro storico bolognese scende infatti dal 16% al 14% del totale comunale ( — 14.000 abi tanti), con una riduzione preoccupante, ma certamente meno drammatica di quella che si è manifestata in altre città. Altro limite del decentramento terziario a Bologna è rappresen tato dalla monofunzionalità che ha assunto il Fiera District — come oggi viene chiamato il nuovo centro direzionale — , crescendo come una enclave, isolata dal tessuto urbano circostante residenzia le, commerciale e industriale. Il suggerimento di superare questa caratteristica negativa era già stato avanzato nei progetti originali per il complesso fieristico prima e per il quartiere direzionale poi: ma le grosse difficoltà da vincere per creare un insediamento ter ziario più integrato alla città, hanno di fatto determinato una solu zione urbanistica completamente omogenea per quanto riguarda le destinazioni. Di tali difetti, ormai generalmente riconosciuti, si dovrà ovviamente tenere conto in futuro. 5. La direzionalità nelle città italiane Va comunque ammesso che il decentramento bolognese non poteva contare in Italia su molti modelli positivi. Infatti l ’ unico tentativo riuscito di Centro direzionale alternativo è quello di Mi lano, previsto già con il piano regolatore del 1953, ma in aderenza al centro storico, di cui rappresenta in qualche misura una propagi ne: del resto l ’ operazione milanese è risultata del tutto insufficien te, come dimostra la pesantissima congestione terziaria del centro storico (di cui sono stati in larga misura cancellati i caratteri am bientali), nonché la recente e disordinata proliferazione di edifici direzionali nella cintura metropolitana. Non va infine dimenticato che gran parte dei palazzi del grande terziario, a Milano sono nati sotto la spinta di colossali operazioni speculative: dalla Torre Ve- lasca al grattacielo Galfa, al «Pirellone»: mentre a Bologna è successo esattamente il contrario. Anche meno positivo è comunque il caso di Roma: dove alla esasperata terziarizzazione del centro storico, è seguita la nascita di una congestionante cintura direzionale tutto intorno alla città anti ca, cresciuta in alternativa al decentramento terziario previsto dal piano regolatore nella periferia orientale: mentre l ’ unico decentra mento direzionale realizzato — quello dell ’ EUR — ha spinto lo sviluppo urbano in una zona dell ’ Àgro romano che invece era assai 103

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