Transizione 1985
meglio salvaguardare. A Torino dopo lunghe discussioni si era de ciso con coraggio un decentramento direzionale fortemente alterna tivo alla terziarizzazione del nocciolo centrale urbano: ma è bastato che la Fiat liberasse alcune aree industriali interne — prima fra tutte, quella assai pubblicizzata del Lingotto — , che tutti i buoni propositi si sono liquefatti come neve al sole. Genova, con una scusa o con l ’ altra, ha continuato per anni a costruire interi quartieri direzionali nelle zone più delicate del centro, ed oggi profitta della grave crisi industriale e portuale per iniziare la più massiccia delle operazioni terziarie tutto intorno alla emblematica « Lanterna ». Firenze ha rinviato per oltre un venten nio la realizzazione del troppo avveniristico nuovo centro direzio nale posto al confine con il comune di Sesto Fiorentino: ma oggi son venuti fuori precisi interessi della Fiat e della Fondiaria e tutta l ’ operazione è entrata in frenetico movimento. A Napoli — dove si è costruito addirittura un grattacielo direzionale in pieno centro storico — si vagheggia da tempo di un centro direzionale alternati vo da realizzare fra la Stazione centrale e Poggioreale: solo che, inizialmente, l ’ operazione era concepita attribuendo tutto il verde e i servizi alle aree pubbliche e tutta l ’ edificazione ai terreni privati; e comunque, anche per Napoli, la spinta alla nascita della città degli uffici — qualunque cosa ne possa venir fuori — viene giusti ficata, come a Genova, al di là delle obiettive necessità, dalla grave crisi del porto e dell ’ industria cittadina. Ecco perché, tutto sommato, la politica del terziario sviluppata a Bologna sembra abbastanza positiva. Perché a Bologna un primo e ben localizzato decentramento terziario si è realizzato ed ha ormai quasi vent ’ anni di vita consolidata e anche perché questo è avvenu to senza nessun compromesso con la speculazione immobiliare e senza espulsione di industrie dalla città: indubbiamente la terziariz zazione del centro storico non è stata ancora arrestata, ma si pre senta in termini meno gravi che altrove, e la monofunzionalità del nuovo centro direzionale, indiscutibilmente negativa, potrà essere superata — volendo — con le realizzazioni future. 6. Gli obiettivi per la politica del terziario Un elemento positivo della politica del terziario a Bologna che non si ritrova in altre situazioni italiane è poi quello della « terzia 104
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