Transizione 1985
riore integrazione fra abitazioni, fabbriche e nuovi servizi del ter ziario avanzato produttivo. Si definiscono così meglio gli obiettivi da perseguire nella poli tica bolognese del terziario, che indiscutibilmente rappresenta oggi una delle problematiche di fondo per l ’ area metropolitana. In pri mo luogo l ’ obiettivo di intensificare l ’ opera di decongestione ter ziaria del centro storico insieme al suo recupero residenziale, non rinunciando alle normative che limitano la trasformazione delle destinazioni d ’ uso, ma specialmente puntando alla creazione di in sediamenti nel tessuto urbano più recente, che abbiano una effi cienza urbanistica e un ’ immagine architettonica tali da rappresenta re una appetibile alternativa alla prestigiosa localizzazione nel cen tro storico. In secondo luogo l ’ obiettivo di distribuire questi inse diamenti in forma diffusa nel territorio urbano, integrandoli stret tamente alle altre funzioni ed evitando così la formazione di isolate enclaves monofunzionali; anche se, d ’ altra parte, proprio l ’ esigenza di creare una nuova immagine, richiede che tali insediamenti non siano sparpagliati a casaccio, ma formino in qualche modo un si stema unitario. E infine l ’ obiettivo di affrontare l ’ integrazione più innovativa per il terziario: non solo mescolando il terziario pubblico con quel lo privato, i grandi uffici con gli studi professionali, il commerciale con l ’ amministrativo e tutte queste forme di terziario con la resi denza — se necessario nello stesso edificio — ; ma anche compo nendo questo tessuto qualitativamente articolato con quello indu striale, di cui cancellare l ’ antica concezione di separatezza. È in tal senso che dovrebbe essere interpretata la polemica semantica fra « proto-industriale » e « post-industriale » applicata alla città: su perando nella struttura produttiva e nella forma architettonica la subalternità della fabbrica nella città capitalista, che pure era nata per soddisfarne le esigenze. 7. La Prima, la Terza e la Seconda Bologna La zona di Bologna che meglio si presta per ospitare il nuovo tipo di processo insediativo è proprio quella che negli ultimi venti anni è stata meno esposta ai riflettori della vicenda urbanistica. Varrà forse la pena di ricordare però, prima di proseguire, perché non sembra opportuno investire con tali operazioni nuove zone d ’ espansione dell ’ area metropolitana. 106
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