Transizione 1985

l ’ intero organismo urbano sempre più rigido, asfittico e gerarchiz- zato. A Bologna tutto ciò non è successo: basterebbe a confermarlo la presenza disturbante e anacronistica dei pochi alti edifici che, violando la regola, svettano incoerenti oltre i tetti dei tessuti urba ni circostanti, fortunatamente conservati. Ma la ricca e articolata trama della Seconda Bologna ha superato felicemente la prova. In essa si sono salvati, quasi miracolosamente, infatti, i due deliziosi quartieri giardino posti alle falde della collina ad est e ad ovest del centro storico. Così come sono sopravvissuti, talvolta egregiamente restaurati, i quartieri popolari con la loro trama tradizionale ad isolati rettangolari. Nella Seconda Bologna si sono integrate alcune industrie di avanguardia e i due maggiori complessi ospedalieri della città e — per ultimo — il nuovo centro direzionale metropo litano. Questa politica di conservazione e qualificazione attiva, ha co munque mancato di una strategia caratterizzante: è venuto il mo mento di indicare e rendere esplicita questa strategia, di intervenire programmaticamente nella Seconda Bologna con un processo di trasformazione capace di qualificare i cambiamenti futuri di tutto l ’ aggregato urbano. 8. Struttura e immagine urbana della Seconda Bologna I quartieri della Seconda Bologna, nati alla fine dell ’ Ottocento e fra le due guerre, sono quelli che oggi chiamiamo Costa-Saragoz- za, Saffi, Bolognina, S. Donato e S. Vitale per la parte interna alla circonvallazione ferroviaria, e Murri: in essi vive oggi circa un terzo della popolazione comunale. A nord e ad est del centro stori co sono cresciuti a cavallo della cosiddetta « circonvallazione del- l ’ 89 », una strada che rappresentava nel secolo scorso i limiti di espansione previsti dal piano regolatore; ma a nord-ovest e ad o- vest la circonvallazione è interrotta in corrispondenza del quartiere Lame e dal largo fascio di binari per Milano, riprendendo poi con l ’ « asse sud-ovest », arteria di nuova concezione che si conclude a Casalecchio nella Tangenziale e poi nell ’ Autosole. Manca così un collegamento diretto fra i quartieri semicentrali della città, che per comunicare fra loro ricorrono quindi alla « cir convallazione interna » — i viali che si sviluppano intorno al cen tro storico, in luogo delle antiche mura quasi totalmente demolite 109

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