Transizione 1985
rappresentata dalla linea ferroviaria e dal quartiere Lame privo di attraversamenti trasversali, costringe il traffico a spostarsi sui viali congestionati della circonvallazione interna, o sulle corsie non a pedaggio della Tangenziale esterna. È questo dunque l ’ obiettivo principale da realizzare per ottene re un salto di qualità nella mobilità cittadina e metropolitana: o- biettivo indispensabile anche per far decollare la decongestione del traffico nel centro storico, impossibile ad operare ricorrendo alla sola azione di contenimento, da tempo iniziata con risultati ancora limitati. Si tratta dunque di costruire una nuova linea di forza per la mobilità bolognese, dando continuità alla incompleta circonvalla zione intermedia dell ’ 89 e raddoppiandone il tracciato nei settori settentrionali e orientali, per garantire a tutto il percorso la stessa portata di traffico. Bisogna inoltre tenere presente che lungo questa direttrice è stata conservata la maggior parte degli interstizi inedificati del tes suto urbano, la cui funzione strategica per l ’ urbanistica cittadina appare ormai chiaramente. Su queste aree è stata quindi program mata buona parte degli insediamenti indispensabili allo sviluppo bolognese nel prossimo decennio: dalle nuove scuole medio-supe riori all ’ università, dagli istituti pubblici per la ricerca scientifica alle sedi degli apparati finanziari dello Stato, dai nuovi edifici e- spositivi agli uffici per il terziario privato, dai centri commerciali ad una modesta quota di edilizia abitativa. Si tratta in diversi casi di iniziative già definite e delle quali si sta talvolta iniziando la progettazione, comunque di insediamenti la cui attuazione potrà avvenire a scadenza relativamente breve. Una corona di insediamenti terziari costantemente mescolati alla resi denza e non di rado alla stessa industria, inseriti nel tessuto esi stente e talvolta capaci di trasformarlo, legati fra loro dalla nuova direttrice di traffico lungo la quale tutta la Seconda Bologna pren de continuità e acquista decisamente una fisionomia urbana e non più periferica. E se i dati sulla domanda di mobilità vengono ricalcolati te nendo conto dei nuovi insediamenti previsti, la linea di forza che attraversa la Seconda Bologna diventa di gran lunga la più necessa ria, capace di assorbire con un servizio di trasporto pubblico oltre 22.000 passeggeri nell ’ ora di punta. La risposta ad una domanda di queste dimensioni non può essere fornita da un normale servizio di autobus, ma soltanto da una moderna linea tranviaria che scorra in 111
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