Transizione 1985

sede protetta e fruisca di prenotazione elettronica ai non troppo frequenti incroci semaforizzati. Gli studi condotti sulla mobilità bolognese in preparazione del nuovo piano regolatore hanno in questo campo fornito dati assai eloquenti. Dimostrando che la dimensione quantitativa e qualitati va del sistema urbano non consente più alla viabilità primaria — anche se realizzata con arterie attrezzate — di garantire una effi ciente mobilità; che il traffico automobilistico individuale deve a- vere una alternativa radicale nel trasporto collettivo e che quest ’ ul timo, se affidato alle linee di autobus, non basta più. D ’ altra parte una metropolitana sarebbe, non solo eccessivamente costosa, ma anche surdimensionata, almeno nelle condizioni di breve e medio periodo; mentre una tranvia protetta, con selezione elettronica de gli incroci rappresenta ormai l ’ investimento indispensabile e non irragionevolmente oneroso. La soluzione ideale sembra essere quel la di realizzare un sistema integrato di mobilità che sfrutti, comple tandola, la viabilità attrezzata esistente e insieme istituisca una nuova direttrice tranviaria protetta, attraverso tutti i quartieri della Seconda Bologna. La graduale realizzazione del nuovo modello di mobilità avreb be naturalmente un effetto potentemente incentivante sulla tra sformazione della Seconda Bologna, operata in primo luogo parten do dagli interstizi inedificati esistenti lungo il tracciato della nuova linea di forza. Non è difficile pensare che quest ’ insieme di nuove condizioni possa progressivamente polarizzare su questo tracciato anche decentramenti terziari spontanei, che oggi non si sentono motivati a sufficienza: la nascita di nuove funzioni qualificate se condo un organico programma e la superiore possibilità di accesso e di parcheggio rappresenterebbero certamente uno stimolo assai forte, contribuendo di per sé alla qualificazione dell ’ immagine ur bana. Tale qualificazione potrebbe però essere ulteriormente ac cresciuta se, già fin dal piano urbanistico generale, l ’ importanza dell ’ aspetto morfologico fosse presa esplicitamente in considerazio ne. 9. Urbanistica e nuova problematica morfologica La problematica formale si aggiunge così a quelle del terziario avanzato e della mobilità, che già sono emerse come gli elementi di novità dell ’ attuale fase urbanistica bolognese. Ed è necessario rile 112

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