Transizione 1985
trasformazione urbana: e non al contrario un passo indietro con la riesumazione dei metodi attuativi ottocenteschi. Da questo aspetto appare, dunque, come dagli altri, la chiave interpretativa della nuova proposta urbanistica bolognese: confer ma e ulteriore qualificazione di tutte le scelte che ne hanno caratte rizzato la politica dal 1960 in poi; ma anche ricerca spregiudicata dei nuovi elementi di trasformazione che la situazione mutata ren deva necessario affrontare. È forse la profondità con cui è stata condotta l ’ analisi degli sviluppi urbani negli ultimi 30 anni — assolutamente nuova in Italia — , che ha permesso da un lato il riconoscimento spassionato dei notevoli successi ottenuti dall ’ urba nistica bolognese e dall ’ altro l ’ individuazione inequivocabile delle attuali carenze e delle esigenze future. Una proposta urbanistica, dunque, che si potrebbe sinteticamente definire di « rinnovamento e continuità » *. Note 1. La rendita assoluta si manifesta, infatti, generalmente su vaste estensioni di territorio, con intensità unitaria relativamente bassa, mentre la rendita differenziale si manifesta con elevata intensità unitaria, su estensioni di territorio relativamente ridotte. 2. Giuseppe Campos Venuti, Fernando Clemente e Paolo Portoghesi. * Il presente testo è stato scritto per la pubblicazione « Città e terziario » delle Edizioni Ente Fiere di Bologna.
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