Transizione 1985

zione Nazionale dei Magistrati favorevole anch ’ essa ad una rifor ma), il problema della loro modifica? Oggi l ’ azione penale è obbligatoria, è cioè obbligatorio aprire un procedimento penale ogni qual volta venga comunicata al giudi ce una notizia di reato che non appaia manifestamente infondata. Aperto il procedimento il giudice deve darne notizia all ’ accusato e alle eventuali parti offese; la comunicazione giudiziaria, strumento originariamente concepito come garanzia di difesa dell ’ accusato che aveva diritto di sapere sin dal primo momento dell ’ intervento penale che un magistrato stava indagando nei suoi confronti, si è trasformato in uno strumento di pubblicizzazione della qualità d ’ in- quisito, tanto che a volte viene da chiedersi se non esista una qualche disposizione che impone l ’ immediata e a volte preventiva trasmissione di copia della comunicazione agli organi di stampa. La magistratura, inoltre, grazie a lunghi anni di battaglia delle forze democratiche è pienamente indipendente dall ’ Esecutivo e so no cadute quelle forme di autorizzazione a procedere nei confronti di particolari categorie di funzionari (sindaci, prefetti) alle quali si è prima fatto riferimento. Negli Enti locali e nelle Regioni le modifiche più rilevanti (a parte l ’ istituzione delle Regioni, previste solo dalla Carta costituzio nale) hanno riguardato la quantità enorme di compiti ed il diverso criterio di reclutamento dei vertici dei compartimenti amministrati vi. Il sindaco, l ’ assessore non sono più l ’ espressione del potere centrale, ma sono l ’ espressione della collettività, della maggioranza della collettività, dalla quale sono eletti sulla base di liste partiti che contrapposte, ciascuna portatrice di un proprio programma di amministrazione. A tutti i bisogni di una qualche rilevanza, ormai, che non passano attraverso questi enti, in modo diretto o indiret to: la salute, la casa, i trasporti, il tempo libero e a questi bisogni, si risponde privilegiando alcuni aspetti e penalizzandone altri, in base non solo alle grandi scelte di sviluppo che ci si è dati e che sono state preferite dai cittadini, ma anche in base alla ristrettezza delle risorse rispetto alla vastità dei compiti. Si consideri ancora lo scarto che oggi l ’ amministrazione deve quotidianamente registrare tra l ’ urgenza dei bisogni ed i tempi delle procedure, tra le vecchie forme del diritto ed i nuovi interes si dei cittadini, tra la legalità formale e la responsabilità politica. Su quest ’ ultimo punto è utile fermarsi, sia pure brevemente. Lo Stato autoritario, che non ha ricambio democratico del ceto dirigente, esclude (se non quella di fronte al gruppo politico domi lo

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