Transizione 1985

eia è stata compiuta dall ’ ultimo numero di « Pouvoirs », un ’ impor tante rivista di studi costituzionali e politici che ha dedicato oltre cento pagine di analisi e di dibattito alla corruzione in quel paese. L ’ interesse non è tanto attratto dai contenuti che, con perfetta dimostrazione di ésprit gaulois, concludono con una sostanziale assoluzione, quanto piuttosto dal metodo di lavoro e da un riferi mento di uno dei due direttori della rivista secondo il quale l ’ Ita lia sarebbe con gli Stati Uniti uno dei grandi paesi dove la corruzio ne è davvero un problema. Ma anche senza impostare indagini di grande respiro appare evidente che in Italia la corruzione è un problema e va affrontato innanzitutto dai partiti e poi dalle leggi. È un aspetto della questio ne morale, della utilizzazione privata di pubbliche risorse cui si aggiunge la difesa a spada tratta da parte del partito del proprio iscritto incriminato e la tendenza a delegittimare chi chiede o cer ca giustizia. Per i partiti i problemi più complessi riguardano la dipenden za dalla società civile, e quindi dai gruppi che organizzano il con senso nella società civile dei quali ci si è avvantaggiati al momento delle elezioni e dei quali si è poi tributari nel successivo esercizio delle pubbliche funzioni; lo scarto che si verifica soprattutto per alcuni piccoli partiti in alcune zone del Paese tra rappresentatività e peso politico; quando un piccolo partito si trova a ricoprire una fetta di potere pubblico superiore alla sua rappresentatività deve ricorrere a forze raccogliticce, non riesce a selezionare i propri quadri, non riesce a controllare o a conoscere se stesso; diventa una sorta di treno senza controllori sul quale può salire chiunque intenda andare nella stessa direzione; quando poi i parvenus arriva no al locomotore il treno può anche cambiare l ’ originaria direzione. Per il primo tipo di problema si propone da molte parti l ’ aboli zione del voto di preferenza, e si può trattare di una soluzione idonea se, ad esempio, si dividesse il Paese in collegi uninominali con possibilità poi di recupero su scala nazionale: più o meno estendere il sistema elettorale del Senato. Per il secondo tipo di problema la soluzione è prevalentemen te politica e va affrontata con tutta la necessaria prudenza per evitare che nei confronti dell ’ argomentazione, che esprime una preoccupazione non strumentale, finiscano con il prevalere argo menti partigiani, da una parte o dall ’ altra, che bloccherebbero lo sviluppo dell ’ analisi. 15

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