Transizione 1985
LEGISLAZIONE DELL ’ EMERGENZA, PRASSI GIUDIZIA RIE E CULTURA DEI GIUDICI
Guido Neppi Modona
1. Molto si è parlato e scritto sulla legislazione dell ’ emergenza e sugli effetti prodotti da tali norme sull ’ ordinamento penale, con particolare riferimento alla brusca inversione di tendenze dei pro cessi riformatori in atto nel diritto processuale penale e nel diritto penale sostanziale. Ma gli effetti più pericolosi, perché proiettati nel futuro, presu mibilmente di più lunga durata e meno agevoli da correggere, vanno ricercati non tanto nelle singole norme di legge (dalla carce razione preventiva ai divieti di concessione della libertà provviso ria ed ai premi per i pentiti), quanto nelle prassi giudiziarie, nella mentalità e nella cultura dei giudici che si sono abituati a convive re con il clima dell ’ emergenza. E non solo dei giudici dei processi di terrorismo, ma anche e soprattutto dei giudici più giovani che, per essere entrati in magistratura nell ’ ultimo decennio, hanno avu to come esempi e modelli esclusivi quel clima e quella cultura. La legge sui pentiti è stata, per fortuna, una legge a termine. Mi sono battuto a favore di questa legge, ed assumerei ancora, nella medesima situazione, analogo atteggiamento; ma mi sono an che battuto perché rimanesse appunto una legge eccezionale, con una applicazione circoscritta nel tempo e nei destinatari. Mi sem bra quindi un dato positivo che le proposte provenienti da varie parti — dal ministero della giustizia come da gruppi di magistrati — per estenderne l ’ applicazione ad altre forme di criminalità orga nizzata incontrino serie resistenze e siano ben lontane dal trovare attuazione. Relazione tenuta nel corso di un Seminario della Fondazione Basso sulla legisla zione dell ’ emergenza. 19
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