Transizione 1985
to un insostituibile ruolo repressivo per ristabilire i criteri di legali tà e di correttezza del potere politico ed amministrativo, ad imbasti re inchieste molto discutibili sull ’ uso dei poteri discrezionali della pubblica amministrazione, creando forti tensioni tra i principi del la discrezionalità amministrativa e politica ed i limiti dell ’ interven to penale. Penso ad inchieste preventive in settori quali la tutela contro il pericolo di incendi in locali di pubblico spettacolo, la prevenzio ne degli infortuni sul lavoro, l ’ abusivismo edilizio, nei quali soven te la magistratura si muove prima ed indipendentemente dall ’ inter vento dei competenti organi amministrativi. — La realtà del terrorismo e dei grandi contropoteri crimina li ha generalizzato sul terreno del costume giudiziario un altro effetto negativo, che ha coinvolto i rapporti tra il giudice e il difensore. Il ruolo distorto svolto da alcuni avvocati, che si sono trasformati in difensori organici dell ’ intera organizzazione terroristi ca o mafiosa, sino ad assumere una funzione di favoreggiamento del gruppo criminale ed a volte di partecipazione e di organizzazio ne dell ’ associazione per delinquere, ha creato rapporti di comprensi bile sfiducia e sospetto tra i giudici di quei processi ed i difensori, alcuni dei quali — credo giustamente — sono stati incriminati come concorrenti dei reati addebitati all ’ organizzazione criminale. La reazione corporativa del ceto forense da una parte, la ten denza dei giudici a generalizzare questi gravi casi di violazione dei doveri deontologici del difensore ha prodotto un rapporto sempre più conflittuale tra le due categorie di operatori, ostacolando il normale ruolo della difesa anche nei processi in cui nessun sospet to coinvolgeva gli avvocati. — Questa somma di elementi degenerativi e di distorsioni dei ruoli processuali ha inoltre prodotto un irrigidimento dei giudici nel sottoporsi a quelle forme di controllo sociale (la pubblica valu tazione ed anche la critica dei provvedimenti giurisdizionali e del l ’ impostazione delle indagini), che costituiscono invece un corretti vo assolutamente indispensabile del crescente esercizio dei poteri discrezionali della magistratura e del suo ruolo di mediazione e di intervento politico. Correttivo tanto più necessario nel momento in cui da un lato si infittiscono le proposte di sottoporre a forme di controllo politi co il pubblico ministero, dall ’ altro i numerosi procedimenti discipli 22
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