Transizione 1985

precisazioni sulle cause del fenomeno e sui possibili correttivi. È certo che nell ’ ultimo decennio è venuto meno — e questo è evidentemente un dato positivo — quel clima di reciproco sospet to che sino ai primi anni Settanta caratterizzava i rapporti tra magistratura e polizia giudiziaria; quel clima per cui da un lato i giudici erano portati a vedere nelle iniziative della polizia la tenden za a violare le garanzie di libertà e di legalità, dall ’ altro la polizia a valutare gli interventi giurisdizionali come pastoie garantiste che ostacolavano o addirittura svuotavano le indagini. Lo slogan « la polizia arresta, i giudici scarcerano » appartiene in effetti ormai al passato. La stretta collaborazione che si è creata nei grandi processi di terrorismo tra le équipes di giudici specializzati in materia ed i corpi specializzati di polizia giudiziaria ha dato origine ad un cli ma di reciproca conoscenza e di rispetto delle rispettive funzioni ed esigenze, nonché a rapporti di lavoro che hanno reso costante e lineare la collaborazione tra le due istituzioni. Sovente però questi rapporti istituzionali di stretta e fattiva collaborazione si sono trasformati in relazioni di tipo personale, facilitate anche dal fatto che erano quegli stessi corpi specializzati della polizia e dei carabinieri ad assicurare ai giudici del terrori smo l ’ indispensabile protezione personale dalla minaccia degli atten tati brigatisti. Era cioè inevitabile che, tra giudici che necessitava no di una protezione 24 ore su 24 e chi quella protezione doveva assicurare ed organizzare, si creassero rapporti ulteriori e diversi da quelli istituzionali e di ufficio. Di qui per un verso una sorta di sudditanza dei giudici nei confronti di quelle forze di polizia che assicuravano la loro sicurez za personale, dall ’ altro la tendenza a sovrapporre al rapporto di tipo istituzionale rapporti di fiducia di tipo personale, cementati anche dall ’ atmosfera di rischio vissuta in comune e dalla comune esperienza delle indagini contro il terrorismo. Questa situazione ha prodotto l ’ effetto di allentare — non so lo nei giudici e nei processi di terrorismo, ma in tutti i giudici ed in tutti i processi — lo spirito critico nei confronti dell ’ operato della polizia giudiziaria e quindi la posizione di terzietà nei confron ti delle attività preliminari di polizia, che sono invece uno dei caposaldi delle garanzie di legalità dell ’ intervento giurisdizionale. Il problema allora è di conservare il clima di fiducia e di collaborazione, ma di mantenerlo nell ’ ambito dei rispettivi ruoli istituzionali; di non dimenticare, cioè, quali che siano i rapporti 25

Made with FlippingBook flipbook maker