Transizione 1985
giudiziario ovvero si sono dimostrati professionalmente incapaci, comprendendo nei casi di incapacità professionale anche gli atteg giamenti di arroganza indotti dal clima dell ’ emergenza. Ai giudici infine si deve chiedere di gestire con maggiore umil tà i grandi spazi di intervento che sono chiamati ad occupare dalla crisi di legittimità e di credibilità del potere politico, dalla crescita dei contropoteri criminali e delle illegalità dei poteri legali. I giudici sono in questo momento storico — e voglio ripeterlo ancora una volta — un baluardo della difesa della legalità dell ’ ope rato dei pubblici poteri, ma debbono ricordare sempre che i proces si non sono delle crociate, ma un servizio reso alla collettività, e che l ’ obiettivo dell ’ attività processuale continua a rimanere l ’ accer tamento della verità e non una battaglia personale con il contropo tere criminale. Il giudice non deve trasformarsi in un arcangelo Gabriele, ma anche nei processi contro le più pericolose organizza zioni criminali non deve mai abbandonare l ’ irrinunciabile ruolo di terzietà tra la tutela delle garanzie individuali degli imputati e la difesa degli interessi della collettività.
Segno, n. 12 (55), 1984
Indice di dieci anni di Segno dal 1975 al 1984 ordinato per argomento e per autore con un ’ ampia sezione di documenti sulla vita ecclesiale, di relazioni di magistrati, di analisi del fenomeno mafioso, di studi sulla militarizzazione dell ’ isola. Dieci anni di riflessione e di impegno su tre temi di fondo: chiesa, pace, mafia. Un saggio di Giuliana Saladino sulla rivista nel contesto palermi tano. 35
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