Transizione 1985

LA RISPOSTA DELLO STATO ALLA GRANDE CRIMINALI TÀ ’ MAFIOSA

Ferdinando Imposimato

A partire dai primi anni 70, la mafia, protesa nel suo disegno di estendere la sua influenza al di fuori della Sicilia, avviò un processo di infiltrazione capillare nel mondo industriale del Nord, grazie alla rete di appoggi creata in poco tempo dai soggiornamen- ti obbligati. I sequestri di Mirko Panattoni, Rossi di Montelera e Torielli segnarono l ’ inizio di una fase di espansione criminale che ebbe nel traffico della droga e delle armi il momento di sviluppo successivo. Fu in quegli anni che accanto alle attività illecite, venne ro esercitate attività economiche « lecite »: imprese vinicole e im mobiliari ebbero compiti di reimpiego del denaro sporco ma anche di copertura alle perduranti attività delittuose. In quel periodo, agevolata da colpevoli inerzie dello Stato, la mafia attinse anche nel Nord livelli di potenza organizzativa e finanziaria mai raggiunti, estendendo lentamente la sua rete di controlli in tutte le regioni d ’ Italia e in tutti i settori. Fu in quegli anni che nacquero in Campania alleanze pericolose tra poten ti organizzazioni criminali di diversa matrice. La mafia si alleò alla camorra napoletana verso la quale assunse una posizione di direzio ne e di controllo. Il settore operativo prevalente fu, in Campania, il contrabbando di tabacchi lavorati esteri e, in misura minore, il traffico della droga. Anche in questo caso, un punto di forza dell ’ espansione mafio- sa furono elementi di vertice della mafia, incautamente inviati al soggiorno obbligato in zone periferiche della Campania. L ’ effetto della politica di sradicamento dei mafiosi dalla Sicilia e dalla Cala bria e della loro dislocazione in varie regioni d ’ Italia, fu la prolife razione del fenomeno mafioso in zone che ne erano storicamente immuni. Molte eclatanti manifestazioni delittuose, dagli omicidi al con 37

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