Transizione 1985

trabbando, dalle estorsioni ai sequestri e al traffico della droga, furono il risultato dell ’ accordo tra mafia siciliana e camorra, tutto ra perdurante. Fu ancora agli inizi degli anni 70 che la mafia intensificò e conso lidò i suoi legami con « cosa nostra » negli USA e in Canada, assumendo i caratteri di una vera e propria multinazionale del crimine. Il traffico internazionale di stupefacenti divenne l ’ attività primaria dell ’ organizzazione, facendo registrare una crescente intro duzione in Italia ed esportazione in Europa e Nord America di ingenti quantitativi di cocaina ed eroina. I profitti raggiunsero spesso il livello del 1000 x 10 rispetto agli investimenti. In quel periodo si sviluppò anche l ’ infiltrazione mafiosa nella capitale italia na, divenuta punto strategico del traffico della droga, ma anche zona di grandi operazioni immobiliari, finanziarie e politiche. L ’ in sediamento mafioso nella capitale, agevolato dalla cospicua presen za di soggiornanti mafiosi e di « indesiderabili » espulsi dagli USA, fu agevolata da una fitta rete di complicità e di connivenze a tutti i livelli e in tutti i settori. La capitale divenne lentamente il terreno propizio non solo per nuove e salde alleanze criminali con la malavita locale, ma anche per contatti con esponenti politi ci, imprenditori commerciali e finanziari, usurai e operatori turisti ci. Un flusso inesauribile di denaro provento di sequestri e di traffico di droga venne riciclato attraverso « canali » romani. Que sti svolsero contemporaneamente con abilità il compito di promuo vere e sviluppare l ’ azione di penetrazione in alcuni settori del mondo politico ed economico italiano. Analoga azione venne svolta in Lombardia e Piemonte, ove accanto ad un intenso traffico di droga la mafia assunse sempre più una struttura manageriale attraverso la gestione dei casinò e del mondo del gioco d ’ azzardo, utilizzati per il riciclaggio del dena ro sporco, oltre che come fonti di ulteriori profitti. Anche a Mila no, come a Roma gli interlocutori privilegiati della mafia divenne ro i grandi usurai che svolsero compiti di riciclatori in grande stile. Enormi quantità di ricchezze accumulate con i sequestri di persona, le estorsioni, il gioco d ’ azzardo e il traffico dell ’ eroina vennero impiegati negli acquisti di alberghi, negozi, distributori di benzina, imprese immobiliari, grandi società finanziarie e commer ciali e perfino nei settori industriali. Ampio spazio ebbero anche le iniziative mafiose nei settori degli appalti e delle opere pubbli che a livello regionale e nazionale. Accurate indagini patrimoniali rivelarono l ’ esistenza, specie in 38

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