Transizione 1985

MAGISTRATURA E QUESTIONE MORALE

Edmondo Bruti Liberati

Un particolare crescente rilievo ha assunto l ’ azione della magi stratura sugli episodi di corruzione o deviazione che spesso segnano la vita pubblica nel nostro paese. Se si considera poi che diverse forze politiche hanno spesso mostrato di non essere in grado o di non volere fare pulizia in casa propria (a prescindere dall ’ interven to giudiziario) si comprende come la magistratura si sia trovata particolarmente impegnata ed esposta sul fronte della « questione morale ». E d ’ altronde oggi i giudici sono fortemente impegnati nelle indagini su quelle gravi forme di criminalità organizzata, in partico lare di tipo mafioso, che devastano la convivenza civile. Forte è la capacità di inquinamento che gli ambienti toccati da queste indagini possono esercitare sui magistrati. Ricordiamo tutti la infiltrazione della P2; qua e là si evidenziano preoccupanti segni di compromissione di taluni magistrati con centri di potere politico ed economico (pensiamo alle vicende della Procura della Repubblica di Roma e di quella di Catania); da ultimo è la stessa criminalità organizzata, soprattutto mafiosa, a mostrare inaspettate capacità di contaminazione e di corruzione dei magistrati. Non vi è dubbio che ogni arbitraria generalizzazione sarebbe non fondata sui dati di fatto, che indicano invece ancora una ma gistratura italiana fondamentalmente sana ed anzi connotata, forse per la prima volta nella storia dell ’ Italia unita, da un alto tasso di indipendenza effettiva rispetto ai centri di potere politico ed eco nomico. Sempre meno l ’ azione della magistratura si arresta di fronte a u santuari ” di qualunque tipo e proprio per questo i giudici sono soggetti ad una finora sconosciuta pressione di inquinamento. Diviene allora essenziale che operino appieno i meccanismi isti 43

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