Transizione 1985
e non solo di quelle direttive. Questi nuovi indirizzi assunti dal Consiglio hanno subito in contrato apprezzamento in larghi strati della pubblica opinione. Più difficili da valutare le reazioni dei magistrati; si può dire che dopo un momento di iniziale spontanea diffidenza, sta ora emergendo un crescente consenso di base, tutto ancora da consolidare. Tentativi di strumentalizzare diffidenze, timori, chiusure corporative vi sono stati e si rinnovano ad ogni occasione di interventi di rilievo. Ma forse ormai non solo i settori della magistratura culturalmente e politicamente più avveduti, ma sempre più il « magistrato medio » valutano i fatti: il CSM si è mosso nei casi di collusione tra magi strati e centri di potere e nelle altre ipotesi di gravi deviazioni proprio in difesa dei presupposti dell ’ esercizio indipendente della giurisdizione e i temuti, o meglio agitati strumentalmente, inter venti di indirizzo nel merito dei procedimenti specifici non vi sono stati. Certo la questione rimane aperta perché questo confine è difficilmente delineabile in modo netto. Ma la realtà sembra avere dimostrato che il problema non è certo quello di « difendere i giudici dal CSM ». I ricorrenti tentativi di chiamata a raccolta dei magistrati con l ’ agitazione di parole d ’ ordine corporative, che pro vengono anche da settori della magistratura non definibili come conservatori, hanno mostrato corto respiro.
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