Transizione 1985

Mancuso. « In una recente intervista al Corriere della sera resa in occasione del 4° anniversario della strage alla stazione di Bolo gna, il Ministro Martinazzoli affermava che era possibile « ipotizza re qualche dato di continuità tra terrorismo nero e P2 » e che talune « manifestazioni politiche », come la nota intervista di Gel- li allo stesso giornale, « recano un certo segno che si rintraccia anche in chi, attraverso le bombe, immagina di paralizzare il cam mino della nostra democrazia ». Più avanti, commentando la sostan ziale impunità goduta dagli autori di terribili stragi, lo stesso Mini stro, quasi pronunciando una solenne profezia, aggiungeva: « ripe to, le stragi impunite sono un presentimento altamente inquietan te: appaiono quasi come nuove stragi annunciate ». Era il 4 ago sto del 1984. Da queste affermazioni, certamente meditate e prudenti, del Ministro e per altro in linea con le più recenti acquisizioni proces suali, è possibile trarre alcuni punti: innanzitutto l ’ esistenza in Italia, dal 1969 in poi, di una strategia politica occulta, che trova una sua espressione nel linguaggio cifrato delle bombe; la presen za, sin da allora, di un cervello degenerato ferocemente conservato- re, fiorito sull ’ affarismo, sul ricatto verso un personale politico da sempre alla direzione del nostro Paese, sull ’ alleanza con ambienti della peggiore malavita organizzata e della più feroce eversione nera; l ’ organizzazione di una loggia massonica quale la P2 che ha riassunto e messo in collegamento tutti questi ambienti, come stan no a dimostrare, tra gli altri fatti di cronaca che si potrebbero richiamare, l ’ affare Sindona fino all ’ omicidio Ambrosoli ed al feri mento di Rosone, o l ’ omicidio Pecorelli, o l ’ intera parabola della vicenda Calvi. Collegati a questa realtà vi sono i fatti più direttamente eversi vi: fiorisce il « golpe Borghese », esplodono le bombe nella Banca dell ’ Agricoltura, nella piazza di Brescia, sul treno Italicus; si metto no le mani sui vertici delle Forze Armate; si inquinano pesantemen te i « Servizi di Sicurezza », che diventano momenti complessivi di organizzazione e di direzione dell ’ insieme delle attività anti-isti- tuzionali volte a bloccare ogni sviluppo democratico. Nel frattempo, non possiamo non rilevare due dati: da una parte, la sostanziale impunità degli autori delle stragi, a testimo nianza delle altissime protezioni di cui godono; dall ’ altra, fatto unico in Europa occidentale, il mantenimento in Italia di una situa zione politica bloccata, con un personale politico che si oppone con ogni forza al proprio ricambio. 52

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