Transizione 1985
Se le istituzioni risentono di mutamenti nei rapporti di forza nel frattempo intervenuti, occorre dunque inaridirle e portare altro ve i luoghi delle decisioni economiche e politiche. Si organizza e si sviluppa, così, sull ’ esempio della mafia siciliana, il contropotere piduista che prevede, accanto alla parola d ’ ordine della “ repubbli ca presidenziale ” , l ’ essiccamento di ogni luogo di partecipazione di controllo democratico. Sullo sfondo di questa rete di interessi economici, di condizio namenti politici, di corruzioni e di ricatti, si assiste, da parte di un Paese incredulo, allo spiegamento di un linguaggio cifrato fatto di bombe e di morti, che solo determinate persone o gruppi di pote re sono in grado di decodificare. Per concludere in questi ultimi 15 anni non è cambiato molto, se è vero che lo stragismo e il golpismo di questo periodo sono scanditi dai nomi di Delle Chiaie e di Gelli e dalle alte protezioni ed alleanze di cui certamente costoro ancora oggi godono ». Transizione. Lo Stato, pur tra ritardi e contraddizioni, è riu scito a costruire al proprio interno quel consenso che poi è risulta to decisivo, a tutti i livelli, nella risposta al terrorismo brigatista. Altrettanto non si può dire che sia accaduto sul fronte della lotta all ’ attacco eversivo di destra. Come si può giudicare e spiegare questa schizofrenia delle risposte dello Stato ai diversi terrorismi? Grassi. « È un interrogativo che tutti ci poniamo, al quale sembra difficile dare una risposta convincente. Io penso sia giusto fare due considerazioni. Innanzitutto, nei confronti del terrorismo rosso, le forze politi che sono state capaci di creare un fronte comune. Pensiamo al rapimento dell ’ On. Moro e alla risposta di assolu ta inflessibilità che lo Stato fu in grado di dare, resistendo a qualsiasi tentazione di scendere a patti con i nemici della de mocrazia. Io credo debba collocarsi in quel momento l ’ inizio della sconfitta del terrorismo rosso. Successivi episodi ben poco edifican ti, non hanno comunque infranto la volontà comune di trovare stru menti anche eccezionali per piegare il brigatismo rosso. Ciò non si è mai verificato sull ’ altra sponda del terrorismo, che spesso, come fenomeno eversivo, è stato sottovalutato da par te di molte forze politiche. La seconda considerazione, sulla quale è difficile non concorda re, riguarda i collegamenti e le coperture che il terrorismo nero ha 53
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