Transizione 1985

l ’ inchiesta non riguardava, come da più parti si è voluto far crede re, un “ golpe da operetta ” voluto da alcuni nostalgici di Salò e neppure, come altri riduttivamente hanno pensato, una vicenda portata avanti solo da estremisti di destra. Ma comprendeva i colle gamenti esistenti tra coloro che progettavano rotture istituzionali e qualificati settori delle forze armate, gli intrecci realizzati tra questi ed i dirigenti dei servizi di sicurezza, i rapporti infine che legavano i servizi, la Nato e settori deH ’ amministrazione america na al tempo della presidenza Nixon. Ma non basta. Perché tutto questo rimandava necessariamente a quella politica delle bombe che ha scandito implacabile il procede re torbido di questa spirale eversiva, attraverso una serie di attenta ti che hanno terrorizzato e insanguinato il paese per tutti i primi anni ’ 70; attentati attribuiti, in una prima fase, agli estremisti di sinistra e, successivamente, poi neppure più chiaramente “ rivendi cati ” ; ma che, sempre, ogniqualvolta coperture e depistaggi veniva no a cadere, mostravano l ’ ambiguo ma costante intreccio esistente tra terroristi e spezzoni degli apparati dello Stato. Così è stato non solo per Piazza Fontana, ma anche per le bombe di Trento del ’ 71, per l ’ “ arsenale rosso ” di Camerino, per la strage di Peteano, per la cellula nera di Arezzo etc. 2 . Per questa prima fase dell ’ eversione di destra parlare allora di estremismo fascista appare riduttivo e fuorviante. Perché non sono stati solo i terroristi neri a volere attentati e stragi dato che la politica delle bombe è stata parte di una più ampia, anche se convulsa, strategia, portata avanti da un arco di forze ben altrimenti esteso; perché è allora dentro questo più cor poso blocco politico che bisogna fissare lo sguardo per capire chi organizzò le stragi, chi le coprì, chi le utilizzò e perché. Il Fronte Nazionale, dunque. Sorto nel ’ 68 con il proposito di combattere “ il terrore rosso ” , fautore di una strategia che assegna va un ruolo determinante alle FF.AA nell ’ ambito di una ferrea dipendenza dalla Nato e che tendeva all ’ instaurazione di uno stato autoritario che ponesse fine alla “ flaccida insipienza ” dell ’ intera classe politica del paese, il Fronte si poneva come momento di coagulo tra le tradizionali formazioni neo-fasciste (Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale soprattutto), e le principali forze extra parlamentari di destra (appartenenti ad associazioni d ’ arma, reduci delle R.S.I., paracadutisti etc.). Bloccato “ dall ’ alto ” il progetto eversivo avviato nel dicembre ’ 70, blandamente incriminati un an no dopo alcuni dei suoi protagonisti dalla Procura di Roma, le

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