Transizione 1985

dei lavoratori. Il sistema dualistico vigeva in Germania da molti decenni prima della introduzione della cogestione; nella stessa pro posta comunitaria è pensato per tutte le società per azioni, mentre la partecipazione dei lavoratori è prevista solo per quelle che ab biano un dato numero di dipendenti. Il sistema dualistico ha il grande pregio di favorire e di accele rare il processo di trasformazione della direzione delle imprese da direzione padronale a direzione manageriale, privilegiando gli ele menti di professionalità nella scelta del personale dirigente, affran cando i managers da un esclusivo rapporto di servizio rispetto agli interessi proprietari e collocandoli in una posizione di mediazione fra le molteplici sollecitazioni che agiscono sull ’ impresa: della proprietà, dei lavoratori, dei consumatori, dei pubblici poteri. Il sistema dualistico, se è pensabile anche senza partecipazione dei lavoratori, riceve però da questa un forte impulso, per la orga nica presenza, entro la struttura della società, della rappresentanza di interessi non proprietari. D ’ altra parte, la partecipazione dei lavoratori può rappresentare un antidoto al managerialismo tecno cratico, ossia alla formazione di tecnostrutture autocooptantesi e arbitre, a propria discrezione, delle sorti dell ’ impresa. La funzione dirigente della proprietà non si trasferisce solo ai managers-. di essa diventano partecipi, in vario modo e in varia misura, anche i di pendenti dell ’ impresa, e il lavoro produttivo, nelle diverse forme che lo sviluppo tecnologico sollecita, tende a ridurre la funzione dirigente della proprietà. È noto che la partecipazione organica dei lavoratori incontra, anche da parte sindacale, forti resistenze; l ’ opzione prevalente è, soprattutto in Italia, per un sistema contrattuale di relazioni in dustriali, basato sulla esterna negoziazione fra sindacato e società, oltre che del salario (materia che pure in Germania resta affidata alla contrattazione sindacale), anche dei piani di investimento e della politica aziendale in genere. Democrazia industriale prodotta per contratto equivale a de mocrazia industriale mediata dal mercato, basata sullo scambio fra i diritti di informazione e di consultazione e l ’ erogazione della forza la voro, in unità di contesto con la rivendicazione del salario. La resa di questo modello si è, tuttavia, rivelata debole. Esso supponeva un sindacato a tal punto forte da poter costantemente tenere aperto un duplice fronte di azione e di negoziazione. Supponeva, altresì, una economia a sviluppo continuo, capace di offrire margini, e margini crescenti, per un uso manovrato della rivendicazione salariale e

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