Transizione 1985
che lo stato delle indagini consente solo la formulazione di alcune ipotesi. E tuttavia colpisce che, già nel ’ 69 si parlasse dell ’ attività di Gelli tesa all ’ “ iniziazione ” di 400 alti ufficiali delle FF.AA 10 , sostituita od integrata, negli anni successivi, dall ’ iscrizione nella loggia P2 di una lunga serie di dirigenti dei servizi (da Maletti a Miceli per il Sid, da Fanelli a D ’ Amato per gli Affari Riservati); che negli atti del processo per la strage dell ’ Italicus appaiono colle gamenti tra la P2, terroristi di destra ed alcuni funzionari degli apparati dello Stato operanti in Arezzo 11 . Così come non può essere casuale l ’ indicata appartenenza alla massoneria di molti tra gli imputati dei processi esaminati, Orlandini, Saccucci e Drago da un lato, Ricci, Sogno e Micalizio dall ’ altro. Orbene è in questo contesto, in questa ragnatela di collusioni e di protezioni, che sono avvenute le stragi e gli attentati dei primi anni ’ 70, tanto quelle dagli autori noti (Azzi per l ’ attentato al treno Torino-Roma, Bertoli per la strage della Questura di Mila no, Vinciguerra per la strage di Peteano etc.), quanto quelle rima ste giudiziariamente senza volto (dalla strage di Piazza della Loggia a quella del treno Italicus, entrambe peraltro riconducibili sicura mente alle convulsioni eversive della primavera-estate ’ 74). Ebbene, è sempre alla luce di questo contesto che va riletto allora l ’ “ intervento risanatore ” dello Stato che, secondo l ’ ideolo gia corrente, bloccò quella spirale eversiva e che, sull ’ onda della vittoriosa avanzata delle sinistre con il referendum sul divorzio, impose un ’ inversione di tendenza, consentendo all ’ allora ministro della Difesa Andreotti ed al generale Maletti di far luce sui fatti eversivi di quegli anni, fornendo prove e nomi all ’ A.G. finalmen te messa in grado di operare efficacemente. La realtà sembra essere invece assai diversa, in quanto tale intervento, se pure segnala un cambiamento di fase, tuttavia si colloca tutto interno alla linea precedente, ne costituisce una va riante, non certo una traumatica ma salutare rottura. Che la fase politica sia di cambiamento è fuori di dubbio. Se nell ’ inverno-primavera ’ 74 si attuano convulsamente le più radica li spinte tra quelle apparse sino ad allora, volte ad una violenta rottura istituzionale e ciò in previsione della scadenza referenda ria, punto di massima saldatura politica tra tutte le forze di centro destra, nei mesi successivi, invece, mentre una serie di riferimenti internazionali vengono meno e si prende atto dell ’ esito politico del referendum, dopo una serie di colpi di coda, si frantuma rapida 65
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