Transizione 1985

sbocco il rafforzamento del sistema che si voleva distruggere. Ma è anche vero che queste critiche, oltre che nella pubblicisti ca dello spontaneismo, le troviamo nei fogli politici di O.N., redat ti dai soliti Signorelli e Fachini, già pronti a coltivare l ’ esperienza di « Costruiamo l ’ azione », e che sugli stessi raggruppamenti dello spontaneismo si proietta l ’ ombra lunga e più spesso la presenza dei vecchi leaders, di Freda in particolare, attivo sia nell ’ esperien za di Quex che in quella di Terza Posizione, di Delle Chiaie, che attraverso Di Mitri controlla il settore operativo di Terza Posizio ne, di Signorelli che sembra essere addirittura al crocevia tra le varie formazioni (da « Costruiamo l ’ azione », al « Movimento Rivo luzionario Popolare », da « Lotte studentesche » ai NAR di Fiora vanti). La realtà di questa nuova fase dell ’ eversione di destra è dun que composita: accanto ad uno spontaneismo radicale, gruppuscola- re, di scarso spessore politico, figlio naturale del ’ 77, operano gli irriducibili della prima fase che seguono con attenzione le cadenze della trasformazione, sempre cercando di organizzare, incanalare le spinte eversive in un disegno politico di più lunga durata. Alla ragnatela visibile dei singoli gruppi si sovrappone così quella più riservata ma sempre incisiva dei rapporti personali tra i leaders, che quelle formazioni cercano di controllare e di egemoniz zare. La strage della stazione di Bologna, che interviene dopo che una prima catena di arresti nel dicembre ’ 79 ha in parte scompagi nato uomini e gruppi della destra romana, reca sino in fondo i segni di questo intreccio, di questa fase di violenta trasformazione. Lo scenario sembra quello di sempre: l ’ attentato in ferrovia (l ’ ennesimo, sulla linea Arezzo-Bologna), l ’ identificazione quindi, anche simbolica, della sua matrice di destra, la presenza inquinan te dei servizi di sicurezza (e la continuità sembra essere rappresen tata, anche fisicamente, dai vari Spiazzi, Musumeci e Russomanno, che puntualmente compaiono nell ’ inchiesta). In realtà molto è da allora cambiato. Diverso è il contesto in cui l ’ attentato si colloca, diverse le forze che possono utilizzarlo, diverso infine il suo significato politico. L ’ isolamento in cui è progredito il radicalismo di destra in questi ultimi anni, rispetto alle forze che un tempo l ’ avevano ap poggiato, e finanziato, non è certo discutibile. Abbiamo visto infat ti che dopo il ’ 74 quel blocco politico eterogeneo che aveva porta to ad operare fianco a fianco terroristi neri, golpisti e fautori di

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