Transizione 1985
circa le condizioni della rappresentanza sindacale degli interessi nei paesi capitalistici avanzati a sistema politico democratico. Secon do questa ipotesi, la formazione delle politiche neo-corporatiste costituisce il risultato di una strategia razionale rivolta a tutelare gli interessi concreti e differenziati dei loro membri. Gli accordi sono basati sul calcolo dei costi e dei benefici, ovvero sulla conside razione delle compensazioni (nel breve e nel lungo periodo) per la moderazione delle richieste presenti (cfr. Lehmbruch 1982, 1983). In questo saggio entrambe le ipotesi sono messe alla prova attraverso un ’ analisi delle politiche dei redditi in dieci paesi euro pei durante gli anni ’ 70 L Le politiche dei redditi sono state sele zionate in quanto esse rappresentano il terreno principale di azio ne per i sindacati. Inoltre, alcune politiche dei redditi realizzate nei paesi presi in esame sono state proposte come gli esempi più rilevanti che la letteratura presenta di strategie neo-corporative e in quanto tali hanno suggerito studi comparativi sistematici. Le analisi sono state ristrette ai paesi dell ’ Europa occidentale per ragioni metodologiche. Al di là delle differenze negli sviluppi delle politiche dei redditi, sono studiati « i sistemi più simili » (cfr. Przeworski/Teune 1970). Questo comporta la scelta di sindacati che hanno origini stori che simili ed un atteggiamento positivo verso le economie capitali stiche a regime democratico. Gli anni ’ 70 rappresentano il terzo periodo delle politiche dei redditi post-seconda guerra mondiale. È in questo decennio che è stata realizzata una seconda genera zione, quella di tipo neo-corporatista, di politiche dei redditi (Fla- nagan et al. 1983). Il fatto che vi furono tante politiche dei redditi e fra esse tante politiche dei redditi di tipo neo-corporati sta rende quel periodo particolarmente adatto per un ’ analisi degli aspetti principali di questo specifico modo di controllo dell ’ eco nomia. Questo saggio inizia con la discussione dell ’ ipotesi, per così dire, « organizzativista ». A questo proposito intendo sostenere che questa ipotesi si basa su di un certo numero di assunzioni dubbie e non verificate; inoltre essa trascura le relazioni di potere fra gli attori delle relazioni industriali. Seguendo la verifica empirica dell ’ ipotesi « organizzativista » metterò in relazione lo sviluppo dei vari tipi di politiche dei reddi ti con le diverse costellazioni dei tre attori. Queste costellazioni sono definite da: i problemi in questione; i fini e i valori condivi si dal singolo attore (o dai singoli attori) in relazione ai fini ed ai
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