Transizione 1985

stica. Ma ad opposta valutazione si deve pervenire di fronte ad una impresa cooperativa a direzione manageriale: qui la « polverizza zione » del voto conduce al risultato diametralmente opposto, vale ad affrancare i dirigenti da ogni effettivo controllo della base (an che da quei controlli che, nell ’ impresa capitalistica, sono esercitati dai soci con alta quota di interesse). Il sistema dualistico può, dunque, contribuire a rendere effetti va la democrazia cooperativa, dando vita ad un organo di sorve glianza capace di esercitare un più continuo e penetrante controllo suH ’ amministrazione. Quando la democrazia diretta rischia di risul tare illusoria, l ’ istanza democratica può a buon diritto puntare sulla democrazia rappresentativa. Questa può, d ’ altra parte, soddisfare l ’ ulteriore esigenza di un controllo responsabile sull ’ amministrazio ne: le assemblee sono, per definizione, non responsabili delle pro prie decisioni; mentre un organo di sorveglianza, composto da membri investiti da proprie responsabilità civili e penali, offre la garanzia di un ben informato e ben ponderato controllo. In ogni caso le scelte di fondo dell ’ autogestione cooperativa — e, in parti colare, la destinazione delle eccedenze attive di bilancio e la formu lazione dei piani di sviluppo annuali o poliennali — restano di competenza dell ’ assemblea. Altro problema è se alla cooperativa si addica la partecipazione dei lavoratori. La questione si pone per le cooperative di consumo e, in genere, di utenza; si pone, inoltre, per quelle cooperative di produzione e lavoro che utilizzino, oltre che il lavoro dei soci, anche quello dei dipendenti non soci e che abbiano lavoratori non soci in numero tale da superare il limite dei 1.000 o più dipenden ti. Verso la cooperazione deve valere, solo perché questa non è mossa da fini di speculazione privata, un atteggiamento diverso che non verso l ’ impresa capitalistica privata? Posto in questi termini il quesito non può avere che risposta negativa. Il presupposto del conflitto sociale è la separazione del lavoratore dalla proprietà dei mezzi di produzione, è l ’ appropriazione proprietaria del prodotto sociale. Ovunque ciò si verifichi, e nella misura in cui ciò si verifi ca, ci sono interessi del lavoratore da proteggere, suoi diritti da salvaguardare. Separazione e appropriazione sono presenti anche nell ’ impresa cooperativa: per i lavoratori non soci delle cooperative di produ zione e lavoro; per tutti i lavoratori dipendenti dalle altre coopera tive. Gli elevati fini in vista dei quali la cooperazione agisce non

22

Made with FlippingBook flipbook maker