Transizione 1985
cessità », cioè per far fronte da parte dei lavoratori più poveri al problema della casa non affrontato dai finanziamenti pubblici, si è trasformato a Roma e nel Sud in abusivismo di « speculazione ». L ’ abusivismo speculativo utilizza illegalmente terreni non de stinati alla residenza, ma all ’ agricoltura o ai servizi, pagandoli natu ralmente a basso costo; non paga ai comuni gli oneri di urbanizza zione e si guarda bene da costruire le infrastrutture sociali; co struisce con mano d ’ opera spesso sottopagata o per la quale non corrisponde i contributi di legge. In tal modo realizza abitazioni che può vendere a prezzi sensibilmente inferiori a quelli di merca to, creando però ai margini delle città interi quartieri totalmente privi degli indispensabili caratteri urbani. Il risanamento della piaga dell ’ abusivismo edilizio comporta dunque due condizioni fondamentali: la prima è quella di eliminare per il futuro la causa originaria e cioè fornire ai lavoratori meno abbienti alloggi ad affitto economico con finanziamenti pubblici; la seconda è quella di riqualificare la grande quantità di periferie degradate che l ’ abusivismo ha fatto sorgere, costruendo le urbaniz zazioni e i servizi mancanti. Di fronte ad esigenze così elementari quale è stata invece la soluzione escogitata dal governo e approvata dopo un lungo e tra vagliato iter dalla maggioranza pentapartito al Senato? Quella di far pagare alle abitazioni abusive un ’ ammenda che contribuisse a ripianare il colossale deficit pubblico! Se la Camera dei Deputati non modificherà radicalmente il provvedimento, le cause prime del l ’ abusivismo resteranno inalterate e per le degradate periferie non si farà sostanzialmente nulla: di fronte a questa disastrosa conclusio ne appaiono perfino meno gravi i vizi di costituzionalità, la sottra zione ai comuni delle loro competenze naturali, la confusione non risolta fra l ’ abusivismo di necessità e quello di speculazione. Intan to, nel tira e molla delle contrattazioni e dei rinvìi, si è finito addirittura per incoraggiare nuovi abusi edilizi, comprensibilmente sollecitati dalla speranza della sanatoria finale. E in questo quadro di colpevole abbandono della situazione abitativa ed urbana il governo continua ad elaborare disegni di legge destinati a svuotare le incomplete riforme urbanistiche del passato di ogni contenuto innovatore. Si è fatto in modo che una parte dell ’ opinione pubblica confondesse quelle riforme con la limi tazione burocratica di ogni fisiologica iniziativa privata e assistesse quindi compiaciuta alla ventata controriformista. È vero infatti che l ’ applicazione comunale di quelle leggi si è
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