Transizione 1985

in settori quali la prevenzione, i progetti-obiettivo miranti all ’ ele vazione dello stato generale di salute e la ricerca sanitaria finalizza ta, la formazione e l ’ aggiornamento degli operatori, il cui sviluppo è condizione indispensabile al programmato contenimento della spesa stessa. Non sono trascurabili, agli effetti di dilatazione della spesa, i comportamenti professionali dei medici, indotti, a volte condizionati (e subordinati), dalle nuove tecnologie della diagnosti ca strumentale, radioisotopica, della farmacologia, dell ’ attrezzatura medicale, e perciò dall ’ industria che le produce. — La inadeguata preparazione culturale degli operatori del servizio sanitario rispetto ai nuovi compiti e ai mutamenti dell ’ or ganizzazione del lavoro. È innegabile che non si può realizzare un radicale mutamento nell ’ organizzazione sanitaria senza far leva sul le risorse umane, sulle capacità professionali, tecniche, organizzati ve e di progettazione degli operatori. Di fronte ad una esigenza di tale portata non sono stati avviati efficaci processi di rinnovamento né nella prima formazione del personale laureato, in primo luogo dei laureati in medicina, o diplomato nelle professioni infermieri stiche e tecniche, né nell ’ aggiornamento e nella riqualificazione del personale già operante nelle precedenti organizzazioni sanitarie (mutue, enti ospedalieri, servizi sanitari dei Comuni e delle Pro vincie), se si esclude solo la riqualificazione degli infermieri generi ci e psichiatrici. Sia le Facoltà mediche, sia le strutture del Servizio Sanitario Nazionale nulla o assai poco hanno innovato o progettato in termini di indirizzi, metodi e contenuti per la formazione e l ’ aggiornamento degli operatori. — La carenza di partecipazione dei cittadini alle decisioni di programmazione e di organizzazione dei servizi. Uno degli obiettivi qualificanti della riforma sanitaria, la partecipazione alle scelte e alle decisioni, è tuttora largamente disatteso, in primo luogo perché non è stato realizzato in tutto il territorio nazionale uno dei più determinanti strumenti della partecipazione, il distretto socio-sani tario di base, anzi non ne è stata neanche definita la struttura organizzativa. Esso poteva e deve realizzare non solo un più incisi vo rapporto con i cittadini e con la realtà sociale, ma è fondamenta le per valorizzare il ruolo del medico di medicina generale e ricom porre l ’ attuale frammentazione tra medici (dei servizi, di base, pe diatri, di guardia medica, ecc.). — La impreparazione professionale degli amministratori e dei dirigenti delle USL e la eccessiva ‘ partitizzazione ’ e conseguente lottizzazione delle responsabilità amministrative e direttive. Da un

32

Made with FlippingBook flipbook maker