Transizione 1985
lato le assemblee elettive dei Comuni hanno tardato a farsi respon sabilmente carico dei problemi di programmazione, d ’ indirizzo e di organizzazione della Sanità locale, dall ’ altro nei Comitati di Ge stione delle USL si sono riproposti schieramenti, alleanze, contrap posizioni e compromessi tra rappresentanti di partiti, e non sono state valorizzate capacità direttive o, come si usa dire, ‘ manageriali ’ degli amministratori. Il rapporto tra questi e gli Uffici di Direzione è stato spesso conflittuale, con alternanza e confusione dei ruoli tra i due organi. Di fronte a tale situazione, le proposte di riordino istituzionale, a quattro anni dalla costituzione delle USL, sono già in fase di avanzata elaborazione: drastica riduzione del numero dei componenti dei Comitati di Gestione, maggiori poteri decisionali (e non solo di proposta) agli Uffici di Direzione. Credo si debba pretendere, accanto ad una valorizzazione del ruolo di indirizzo e di programmazione delle Assemblee (che dovrebbero essere costituite solo da eletti di primo grado anche in caso di associazione di Co muni, senza il ricorso alla cooptazione di ‘ laici ’ ), una rigorosa veri fica della professionalità dei componenti dei Comitati di Gestione; accanto ad una valorizzazione delle responsabilità e dell ’ autonomia professionale dei tecnici, si dovrà attuare una maggiore selezione e più rigorose verifiche delle capacità e dei risultati dei responsabili dei servizi membri degli Uffici di Direzione, per i quali andrebbero previste forme di contratto a termine. Dei vari fattori causali, sommariamente indicati, che sono alla base dei ritardi di attuazione della riforma sanitaria, pur non sotto valutando l ’ incidenza dei fattori strutturali ed economici, la ‘ que stione ’ del personale può assumere un valore centrale per l ’ efficien za del servizio e l ’ efficacia degli interventi sanitari. Si tratta di investire sulla ‘ risorsa uomo ’ , dando rilievo alla professionalità, in tesa come capacità a svolgere compiti autonomi, assumendosi re sponsabilità dirette e sapendo sviluppare il lavoro di gruppo; pro fessionalità intesa, inoltre, come capacità a svolgere un ruolo attivo nella ricerca dei bisogni sanitari e sociali oggettivi della popolazio ne e di commisurare a quei bisogni le risposte tecniche e operative. Per tendere a questo tipo di operatore è necessaria una opera coor dinata, incentrata sull ’ unità politico-culturale della « formazione, aggiornamento e riqualificazione », o, per dirla in una sola parola, sulla « formazione permanente ». Questa politica coordinata deve integrare la programmazione dei servizi sociali e sanitari con la programmazione delle attività di formazione: cioè l ’ attività forma 33
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