Transizione 1985
mento delle firme oltre l ’ attuale soglia delle cinquecentomila signi ficherebbe (alla luce della difficoltà incontrata da più gruppi) ren dere questa risorsa difficilmente usufruibile dalle minoranze, pro prio da quelle che ne hanno maggiore bisogno. Il discorso sul referendum (e quello sui partiti) si legano al problema più recente che è emerso nel panorama istituzionale ita liano (e, in generale, delle democrazie): quello dell ’ accesso all ’ in formazione. Fintantoché i partiti erano sostanzialmente la fonte privilegiata delle informazioni specificamente politiche e fintanto ché la RAI-TV raggiungeva un pubblico limitato, il problema rima se contenuto entro dimensioni che, comunque gravi dal punto di vista del funzionamento di una vera democrazia, potevano essere controbilanciate. Ma negli anni ottanta, il problema dell ’ informa zione politica, dei flussi di notizie è diventato sicuramente il pro blema centrale delle democrazie. Se il voto è anche, forse soprat tutto, determinato da una valutazione dei programmi, dei candida ti, delle proposte, e dei risultati ottenuti dai vari partiti, l ’ elettore deve essere messo in condizioni di scegliere con il massimo di informazioni disponibili. Questa è un ’ esigenza democratica fonda mentale. La sinistra si batte perché essa venga non solo tutelata, ma promossa efficacemente (solo si vorrebbe che questa battaglia fosse impregnata soprattutto da due valori cruciali: tutta la verità, senza lottizzazioni, e protezione dei diritti delle minoranze, anche, forse soprattutto di quelle politiche, dei dissenzienti). Infine, il garantismo si è più di recente espresso nell ’ accetta zione proprio dell ’ esistenza di diritti di minoranze che, non essendo politiche, sono spesso state abbandonate ai loro destini: anziani, bambini, handicappati, malati, e così via. Che si tratti di vecchie o nuove povertà, di bisogni o di meriti, l ’ esigenza di garantire egua glianza di opportunità ai loro portatori si è finalmente diffusa nella sinistra. Questa eguaglianza di opportunità deve essere interpretata essenzialmente come accesso alle sedi di rappresentanza e decisione politica oppure quasi come garanzia di trattamento privilegiato (e quindi come tentativo di o pregiudizio favorevole all ’ attuazione della eguaglianza dei risultati)? La sinistra si sta interrogando su queste problematiche. Mi pare che vi siano due rischi da evitare. Il primo consiste nell ’ accettazione indiscriminata di qualsiasi nuova domanda venga espressa dai nuovi soggetti e quindi nell ’ « attraver samento » del partito da parte di questi nuovi soggetti, con il partito che rinuncia al suo compito centrale che è quello della sintesi. A livello istituzionale questo rischio si manifesta e si con 42
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