Transizione 1985
per l ’ alternativa meno sgradita. Il prezzo è la frammentazione, oramai avanzata, del sistema partitico (che il PCI può temere meno degli altri partiti, ma che incide, come i successi dei partiti dei pensionati e la crescita dell ’ astensione dimostrano, anche su di lui) e la formazione di coalizioni instabili, rissose, poco produttive. Proposte di riforma macchinose, volte a ridurre od eliminare il voto di preferenza, secondo le quali l ’ elettore voterebbe per un candidato facendone eleggere un altro in un ’ altra circoscrizione, se non accompagnate da reali garanzie nella selezione dei candidati (e quindi da qualche forma di controllo sui processi interni ai partiti) toglierebbero una risorsa agli elettori senza contropartite. Certo, il sistema proporzionale garantisce la lentezza negli spo stamenti elettorali fra i partiti, consente ai dirigenti di ingaggiare più o meno proficue dispute nella creazione delle alleanze governa tive, premia poco e penalizza ancor meno, solo apparentemente valorizzando la figura dei candidati agevola il controllo dei dirigen ti di partito sulle liste. Se il problema è il garantismo, allora tanto varrebbe andare nella direzione di un sistema proporzionale appli cato su un ’ unica circoscrizione nazionale: si otterrebbe il massimo di rappresentanza politica (e il massimo di frammentazione, come in Israele dove, peraltro, le liste sono uniche e bloccate). Non è il caso di procedere oltre nella critica. Basterà rilevare che, ovviamen te, il nostro sistema proporzionale, fra i più proporzionali, non favorisce la formazione di maggioranze davvero legittimate dal suffragio popolare (e quindi il voto del singolo elettore risulta un po ’ sminuito: è la scelta di un partito, quasi mai di una maggioran za di governo) 3 , rende difficile il ricambio di coalizioni, è alquanto vischioso nella rappresentanza di nuovi interessi e nuove preferen ze, opera non tanto paradossalmente più come un diaframma che come un tramite. Naturalmente la sinistra, in particolare quella comunista ha accentuato l ’ importanza della funzione di rappresentanza degli inte ressi che l ’ attuale sistema proporzionale garantirebbe meglio rispet to a formule che introducessero correttivi maggioritari (è una dia triba classica sulla quale la letteratura è abbondante e ottima e per decidere della quale, oltre a un ’ esplicita opzione di valore, è neces saria un ’ analisi del contesto — nessun sistema elettorale potendo essere neutro o ininfluente nei suoi effetti — , non mi resta che rimandare alle mie proposte formulate in altra sede, compresa la Commissione Bicamerale per le Riforme Istituzionali) 4 . Ed è pro prio su questo punto che i limiti, le contraddizioni, le titubanze e,
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