Transizione 1985
talvolta, me lo si lasci dire, gli errori di una parte della cultura istituzionale della sinistra, non solo comunista, si manifestano con maggiore chiarezza. Circola nella cultura politica della sinistra una visione della rappresentanza che è spesso ingenua, talvolta tanto classica da essere tradizionale e antiquata, per lo più non all ’ altezza dei tempi e in contraddizione non solo con gli obiettivi, ma con le stesse analisi di problemi simili effettuati in altri ambiti. Farò alcune afferma zioni lapidarie, non solo perché ho scritto di questo tema altrove 5 , ma soprattutto perché così risulterà con chiarezza il mio punto di vista (documentato e documentabile). Rappresentare non vuol dire soltanto farsi portatori di esigen ze, di preferenze, di interessi. Nelle società moderne, caratterizzate da rapidi tempi di mutamento, vuol dire soprattutto garantire che quelle esigenze trovino uno sbocco in decisioni (rallentare le deci sioni e fare sì che non si possano attribuire le responsabilità è da sempre la strategia classica dei conservatori). Rappresentare non vuol dire soltanto « riflettere », ma mettere in circolazione idee e domande, talvolta andando alle necessarie mediazioni, talaltra ac-> cettando di vedere subordinate o compresse quelle idee e quelle domande nella consapevolezza che sarà possibile, se quelle idee e quelle domande sono davvero importanti e diffuse, chiedere e ottenere maggiori consensi per tradurle in decisioni. Per perseguire questa strada, però, è indispensabile che il governo sia messo in grado di esprimere le proprie scelte, che l ’ opposizione voglia anda re allo scontro politico (e non allo scambio) e che l ’ elettorato possa valutare con cognizione di causa. Ma, soprattutto, è di decisiva importanza che quel fondamentale meccanismo che traduce le pre ferenze degli elettori in seggi sia molto sensibile, sia in grado di amplificare i mutamenti, entro certi limiti, non di attutirli. Rappresentare vuol dire chiedere consenso non solo per pro teggere e garantire, ma per attuare, per decidere, per trasformare. La cultura di governo, anche all ’ opposizione, si manifesta non stringendo lacci e lacciuoli intorno al collo dei governanti, ma operando sul versante dell ’ elettorato nella richiesta, sostenuta dalla forza delle proposte, dei voti necessari a divenire maggioranza (o interlocutore indispensabile), e sul versante del Parlamento (delle assemblee rappresentative) affinché la trasparenza sia completa e la responsabilità di facile attribuzione. Rappresentare, infine, non significa inglobare tutte le esigenze, le preferenze, gli interessi che la maggioranza trascuri, ma solo
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