Transizione 1985

quelli che sono politicamente rilevanti e, per una sinistra di gover no, degni di essere sostenuti e promossi nella prospettiva della trasformazione. Così come il partito non è giustamente più consi derato il detentore esclusivo delle esigenze di trasformazione, non ha più il monopolio degli interessi politici e sociali, sarebbe illuso rio pensare (e ancor più operare) perché il Parlamento sia la sede esclusiva delle spinte di trasformazione, il depositario della politici tà di tutti gli interessi, il luogo unico della ricomposizione della società. Il Parlamento può fornire sintesi parziali, garantire il con fronto degli interessi, ma soprattutto costituisce l ’ istituzione che, conformemente alla Costituzione, svolge la funzione di indirizzo e di controllo nei riguardi del governo. È questa oserei dire l ’ unica prospettiva corretta dalla quale valutare la proposta monocamera lista del PCI. I comunisti vogliono un Parlamento monocamerale non nella segreta speranza che, grazie alla loro superiore disciplina, maggiore presenza, migliore impegno, le maggioranze saranno sempre più spesso costrette, per la loro latitanza e debolezza, a fare i conti con la forza organizzata del PCI, ma perché un Parlamento monocamerale sarebbe sicuramente meglio in grado di esplicare funzioni di indirizzo e di controllo, garantire una miglior funziona lità e anche una miglior rappresentanza degli interessi (se, per l ’ appunto, rappresentare significa governare, cioè, fra l ’ altro, tra durre preferenze in decisioni) 6 . D ’ altronde, se si trattasse davvero e soltanto di migliorare il funzionamento del Parlamento alla luce delle esigenze complessive di una società complessa e della sua rappresentanza di interessi, allora sarebbe di gran lunga meglio procedere ad una articolazione e ad una differenziazione delle funzioni di due Camere, ad una diversificazione delle procedure elettorali, ad un potenziamento delle strutture, ad un miglior aggancio con le realtà amministrative locali, in primis con le regioni. Non è casuale, naturalmente, che si stia lentamente e faticosamente, non senza difficoltà, problemi, contraddizioni, andando proprio nella direzione di una Camera delle regioni. Ovvio che, in un ’ ottica garantista, al governo non possa essere riservato che un ruolo relativamente residuale, che in un ’ ottica che privilegia, con modi e forme diverse la « centralità del Parlamen to », il governo venga visto subordinato al Parlamento stesso. E tuttavia, paradossalmente, il Parlamento acquisisce una sua centra lità quando riesce ad esercitare al meglio le funzioni che gli sono proprie — indirizzo e controllo — senza esorbitare in quelle per le 47

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