Transizione 1985
gli oggetti dei desideri sono da preferirsi ai fini realizzabili delle azioni. Il «vero socialismo» non può dire agli uomini quello che essi hanno buona ragione di fare. Ciò che esso offre è piuttosto una solida guida rispetto a certe forme di azione politica che i socialisti hanno motivo di evitare. In generale la teoria politica non può dire agli uomini ciò che essi devono fare. Essa può dire loro le cose da non dimenticare. L ’ idea che le relazioni tra gli uomini, ovvero le relazioni eco nomiche, politiche e sociali, possano essere rese perfettamente con formi alle nostre intuizioni morali e conservate tali indefinitamente è, come aspettativa pratica, eccessivamente ottimistica. La convin zione che un simile progetto si realizzerà presto o tardi, in modo quasi-automatico, con l ’ aiuto di un po ’ di violenza al momento giusto, è semplicemente folle. Ma l ’ idea che gli esseri umani conti nueranno verosimilmente a desiderare che le relazioni economiche, politiche e sociali esprimano le loro intuizioni morali e che, a parità di condizioni, essi cercheranno invece di realizzare tale aspirazione, è sufficientemente sobria e realistica. Queste intuizioni, indubbia mente, nascono dall ’ esperienza e dalla riflessione su tali relazioni che si sviluppa all ’ interno di una continua lotta politica e sociale per definire i termini che meglio descrivono l ’ esperienza stessa. Questi termini, in qualsiasi società di grandi dimensioni, in un momento dato, non sono mai molto omogenei, e non vi è alcuna ragione di credere che essi potrebbero diventarlo, anche se fossero emendati di tutte le credenze fattuali false e di tutti gli errori logici che essi contengono attualmente. Come qualsiasi altro lungo periodo della storia umana, la storia del socialismo è stata per varie ragioni una storia deludente, mentre la storia del capitalismo è stata invece fino ad oggi molto meno deludente di quanto Marx riteneva ci si potesse aspettare alla fine degli anni ’ 40 del secolo scorso. All ’ interno di tutte le società capitalistiche e come dato forse inseparabile dalla produzione e dallo scambio capitalistici (dal sistema di proprietà dal quale il capitalismo dipende) permangono però forme di inumanità e di ingiustizia che offendono con una certa coerenza storica la sensibili tà morale della maggioranza dei componenti di tale società. La forma politica assunta da questo sentimento di offesa varia profon damente da una società all ’ altra, e vi sono tutte le ragioni di ritenere che continuerà così. Tale forma politica è determinata dal grado di intelligenza politica e di abilità che i leaders sviluppano a contatto con la creatività del popolo nel suo complesso, dalle circo 76
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