Transizione 1985
Note 1. La natura di questo scritto rende impraticabile un vasto apparato di note. Quando mi riferisco ai garantisti, ho in mente affermazioni che singolarmente possono trovarsi negli scritti di numerosi studiosi. La sindrome garantista è, invece, un tratto complessivo della maggioranza degli studiosi della sinistra, molti dei quali comunisti, e di molti dirigenti politici. Per quanto sia innegabile che le versioni estreme di garantismo stanno scomparendo, gli ultimi sussulti mantengono un loro forte impatto. 2. In questa direzione, attraverso sterzate successive, si era posto Giuliano Amato che, ora, come Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha la possibilità di praticare quanto variamente teorizzato nelle diverse stagioni del dibattito istituzio nale. 3. Aggiungo che chi ritiene che i voti nei sistemi elettorali maggioritari non sono tutti eguali, farebbe bene a riflettere sul fatto che la medesima considerazione vale anche nei sistemi di rappresentanza proporzionale. Va da sé che i voti degli elettori dei partiti di governo « contano » di più (di qui la preoccupata difesa della rappresentanza proporzionale da parte dei partiti laici in Italia che storicamente hanno avuto le maggiori chances di fare parte delle coalizioni governative). Questa è una situazione di diseguaglianza definibile come strutturale che può essere sanata solo creando le condizioni per l ’ alternanza. Cosicché in un « gioco » che continua tutti i partiti avranno chances più o meno simili di far parte di coalizioni governa tive e tutti gli elettori di dare il loro voto a partiti che potranno governare. 4. E, in particolare, a Rappresentanza politica, sistema elettorale e formazione del governo: una proposta, in «il Mulino», XXXIII (luglio-agosto 1984). 5. G. Pasquino, I volti della rappresentanza. Come ridurre la complessità sociale, in « Democrazia e diritto », XXIV (maggio-giugno 1984), pp. 101-128. 6. Il più coerente interprete di questa visione monocameralista accompagnata ad una valorizzazione degli interessi diffusi e delle esigenze del decentramento regiona le è sicuramente Augusto Barbera. I suoi più recenti scritti in argomento sono purtroppo sparsi (ad esempio in «Rinascita»). Si vedano anche i suoi puntuali interventi nella Commissione Bicamerale per le Riforme Istituzionali, fermo restan do il mio dissenso politico sulla proposta di riforma elettorale e il mio scetticismo sulla sua praticabilità concreta. 7. Il locus ormai classico e imprescindibile di ogni ulteriore riflessione è il volume di John Rawls, Una teoria della giustizia, Milano, Feltrinelli, 1982. Sulla problema tica delle eguaglianze (opportunamente al plurale), si vedano le acute argomentazio ni di D.W. Rae, Equalities, Cambridge Mass., Harvard University Press, 1981.
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